omofobia D'Angelis
Francesco D'Angelis

L’articolo 3 della Costituzione italiana parla chiaro.

“Tutti hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge – recita – senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Principio categoricamente violato in realtà soprattutto provinciali e molto fragili, dove la diversità fa più fatica ad essere accettata.

Lo sa bene Francesco D’Angelis, referente dell’associazione “Tilt” di Formia che da tempo si mobilita sul territorio per la difesa dei diritti.

Scosso dal recente caso di omofobia di cui sono stati vittima Pasquale Galliano e Michele Castelli, coppia gay consolidata da 18 anni e residente nel quartiere di Penitro, ha protocollato, senza esitazione, la richiesta di un incontro urgente con il sindaco Paola Villa e il presidente del consiglio comunale Pasquale Di Gabriele.

L’ultimo atto omofobo nei confronti della coppia

Un ennesimo invito di D’Angelis, in passato rifiutato dall’amministrazione, al fine di istituire una commissione delle pari opportunità e modificare il regolamento per concedere la partecipazione dei cittadini.

Tale proposta, da lui avanzata, giunge tenendo a mente la stessa Costituzione, la quale afferma che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che, limitando la libertà e l’eguaglianza, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Ma si rende necessaria alla luce di una percezione da parte della comunità formiana della grave assenza del rispetto altrui.

“Ciò che è successo a Pasquale e Michele – ha enunciato D’Angelis – è solo la punta dell’iceberg di intimidazioni susseguite per mesi. Dai danneggiamenti notturni alle auto, al sistema di videosorveglianza, al lancio di uova marce, all’ingresso delle pareti di casa. Avevano già denunciato, tanto che la Procura di Cassino sta indagando sulla vicenda. E’ stato aperto un procedimento contro ignoti”.

Come rappresentante della “Tilt” si dice, quindi, pronto ad accogliere qualsiasi soluzione risolutiva, purché il governo Villa prenda provvedimenti con maggiore senso di responsabilità e compiutezza.

Intanto, domenica 27 ottobre dalle 17 alle 20, in piazza del Buon Pastore a Penitro, riecheggerà il no alla violenza omofoba attraverso un flash mob organizzato dalle associazioni locali “Amigay”, “Amnesty Formia”, “Anpi”, Comunità del Lazio meridionale e isole pontine, “L’asino d’oro”, “Casa Giusta”, Circolo Arci mediterranea, “Futura”, “Leggendarie”, “Non Una Di Meno”, Teatro Bertolt Brecht e “Tilt”.