no alla manovra
Alessandro Cozzolino

di Katiuscia Laneri – Proprio in questi giorni stanno arrivando gli accrediti da parte del governo, relativi al cashback di dicembre.

Alessandro Cozzolino, esponente del PD e coordinatore in provincia di Energia Democratica, l’area del partito che fa riferimento ad Anna Ascani, interviene al riguardo: “Ci convince profondamente il meccanismo premiante messo in piedi dall’ex ministro Gualtieri. Vedremo i dati nel dettaglio più avanti, ma l’idea di alimentare i buoni comportamenti, piuttosto che limitarsi a sanzionare quelli che non vanno è la strada da seguire e da replicare anche sul piano locale”.

Già durante lo scorso mandato, il gruppo del Partito Democratico di Latina propose gli “eco punti” legati allo smaltimento dei rifiuti ingombranti. L’idea era semplice, e già in atto in altri comuni: I cittadini che consegnavano correttamente questi materiali avrebbero ottenuto dei punti che sarebbero stati convertiti in sconto in bolletta.

“Così avremmo premiato comportamenti sani e ridotto i costi del recupero di rifiuti ingombranti abbandonati nei luoghi più disparati della città. Molti altri potrebbero essere i comportamenti valorizzati con meccanismi premio, dall’utilizzo dei mezzi di trasporto ecologici, alla riduzione della plastica con acqua e detersivi alla spina, al premiare gli esercizi commerciali che promuovono riduzione di rifiuti “alla fonte” ad esempio con il reso dei contenitori” continua Cozzolino che conclude “La nostra proposta è quella di cambiare la filosofia che deve educare i cittadini dalla sola sanzione, per la verità anche di difficile attuazione, al meccanismo premiante dei comportamenti virtuosi”.

Come funziona il cashback

Il cashback è un’iniziativa messa in campo dal Governo per incentivare i pagamenti non in contante attraverso un sistema di restituzione in denaro di una percentuale di quanto pagato cashless, nell’arco di un semestre (per il cashback di Natale contavano solo le operazioni comprese tra l’8 e il 31 dicembre).

Dal 1 gennaio, infatti, è partita l’iniziativa che ci accompagnerà fino al 30 giugno 2022: in questa fase viene riconosciuto un rimborso semestrale pari al 10% di quanto speso dal consumatore fino a un massimo di 1.500 euro a semestre e purchè si facciano almeno 50 operazioni cashless a semestre: di fatto si potrebbe trattare quindi di un rimborso massimo di 300 euro in un anno.

Attenzione perché ogni pagamento sarà considerato fino ad un massimo di 150 euro (questo per favorire non chi fa pagamenti consistenti ma chi fa più operazioni di pagamento cashless). Ci sarà inoltre un supercashback: in pratica un rimborso che verrà riconosciuto ogni semestre per 1.500 euro, in aggiunta al cashback standard ai primi 100.000 registrati che abbiano effettuato il maggior numero di operazioni cashless, a patto che eseguano almeno 50 operazioni di pagamento nel corso del semestre. Sulla app “Io” o sui sistemi di attivazione degli operatori sarà possibile ogni giorno visualizzare la classifica del Supercashback e quindi capire in che posizione ci si trova rispetto agli altri.

La classifica definitiva del primo semestre (pagamenti dal 1 gennaio 2021 al 30 giugno 2021) sarà visualizzata il  10 luglio 2021. Il pagamento del cashback e del supercashback avviene entro 60 giorni dalla fine del periodo. Per poter partecipare all’iniziativa occorre iscriversi. Possono farlo tutti i maggiorenni residenti in Italia e saranno ammessi indistintamente tutti gli acquisti fatti come consumatori, quindi non sono contemplati quelli effettuati nell’ambito dell’attività professionale o imprenditoriale. Il cashback riguarda indistintamente qualsiasi tipologia di spesa pagata in modalità elettronica, quindi gli acquisti di servizi e beni quali generi alimentari, di capi di abbigliamento, spese mediche, i pagamenti nei ristoranti o tutte le altre tipologie di spesa, escluse quelle fatte online. Questa scelta è dettata dal fatto che si cerca di dare una spinta agli acquisti nei negozi tradizionali e, non meno importante, bisogna considerare che online è possibile fare acquisti solo con pagamenti elettronici, non avrebbe senso perciò una misura che incentivi questi sistemi che sono di fatto gli unici ammessi.