sabato 2 Luglio 2022

CasaPound Latina, controreplica a Roberto Saviano: “Permaloso”

Non si è fatta attendere la controreplica di CasaPound Latina alle parole di Roberto Saviano sullo striscione esposto dal movimento.

Saviano permaloso – dicono i militanti – “In risposta allo striscione goliardico che appellava come ‘cantastorie’ quello che nel comunicato precedente individuavamo anche come “bardo di regime”, l’umbratile scrittore campano ha ben pensato di lasciarsi andare ad una pletora di insulti, etichettandoci come criminali e mafiosi, solo per aver preso atto delle numerose falsità da lui divulgate, dalle armi chimiche smentite a più riprese alla fandonia trita e ritrita dell’accoglienza pagata dall’Europa”.

“Ci fa sorridere – proseguono i militanti – anche la modalità con cui questo stizzoso personaggio ha deciso di risponderci: prima rivendicando con orgoglio il suo essere un menestrello, poi citando Junger senza alcun collegamento solo per fare sfoggio di superiorità culturale e darci degli incolti, secondo una rodata ed efficientissima prassi di confronto culturale sempre in voga a sinistra, e infine sbottando in modo scomposto, adombrato dall’appellativo di cui si diceva orgoglioso poche righe prima”.

Non ci aspettavamo da un intellettuale che gode di tanta stima un comportamento così umorale, né tanta suscettibilità che così male si abbina ai lindi costumi morali di cui il nostro ama farsi portatore”, aggiungono da CasaPound.

I militanti concludono citando parte dell’articolo in merito alla vicenda pubblicato da “Il Primato Nazionale” :”Posto che chiedere a Saviano prove delle fesserie sparate sarebbe come chiedere alla volpe di Esopo di arrivare all’uva, non si capisce come mai, dopo aver rivendicato fieramente il ruolo di cantastorie attribuitogli da CasaPound, se la prenda con i soli capaci di avergli trovato finalmente un ruolo nella società. Il nuovo bardo della sinistra perduta continui piuttosto a raccontarci novelle senza risentirsi […] Continui a cantar storie insomma, possibilmente senza insultare gratuitamente chi le valuta come tali”

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