Alfredo Loffredo

Caro Sindaco, pro tempore, Damiano Coletta lei in consiglio comunale ha “insinuato” e la cosa non è bella in sé. Un sindaco, se sa qualche cosa, va dalle autorità competenti se non è sicuro tace, perché la vita pubblica è cosa seria non un incontro al bar. E questo non è politicamente o giuridicamente rilevante, ma lo è umanamente.

Lei ha insinuato su Alfredo Loffredo, ma lei sa chi è Alfredo Loffredo? Veda, lei è pro tempore, ma lui è l’unico borghese di questa città e non a tempo, ma per sempre.

Lui è l’unico che ha avuto l’idea di vivere in un posto a cui si è dedicato per amore, come i patrioti nei caffè del Risorgimento. Ho lavorato con lui per anni, non ha mai detto una parola fuori posto, non ha mai agito in maniera men che gentile nei confronti di alcuno,  dal più umile al più prepotente.

E’ uomo che sta al mondo, che sa stare a tavola, sa conversare, sa parlare e sa tacere, studia il nuovo e conosce le cose che sono state senza nostalgia.

Lui c’era quando lei giocava al pallone (e anche al calcio di questa città ha dato, generosamente e con passione) e già era Loffredo.

Lei caro sindaco, pro tempore, quando ha “illazionato” non si è reso conto che lo ha fatto nei confronti di chi  ha una vita che “coincide” con quella di questa città. Lei voleva diventare presidente della Provincia ma lo sa che c’è una sala dedicata a Gaetano Loffredo nella sede dell’amministrazione? Avrebbe dovuto chiedere perché. Lui di quella amministrazione è stato presidente, ma vero non eletto con il metodo di Paperino di oggi. Lei è sindaco, pro tempore, di Latina se arriva a mare dalla città che, provvisoriamente amministra,  nel territorio di sua competenza troverà un piazzale dedicato a Gaetano Loffredo. Esiste una nobiltà di prestigio in una comunità, esistono storie che ne fanno città e con agglomerato di case. Gaetano era il padre di Alfredo.

Ecco, sindaco pro tempore, lei capisce che davanti alla ineducazione esiste ancora il rispetto, la dignità di riconoscere degno chi è prima, il dovere della storia.

Questo le dovevo, per notizia. In questo tempo che ha abolito le stratificazioni sociali in nome dell’ignoranza collettiva, io le segnalo la storia. Questo è tempo in cui ragazzotti, neofiti di nulla, vorrebbero riscrivere la storia, noi democratici abbiamo il dovere di ricordarla.

Un tempo si usava un termine per definire il prestigio, galantuomo. Alfredo Loffredo è un galantuomo.