Caro Damiano Coletta, ho pensato di seguire il tuo consiglio di darti tempo e di tacere per un poco. Ho anche visto che avevi tagliato l’erba e la cosa mica era male. Ti sei ricordato l’albero di Natale e lo hai pure smontato, bravo bravissimo. Ma? Ma poi penso a quello che hai fatto sui rifiuti: hai fatto fallire la società del Comune per dare agli stessi uomini con gli stessi mezzi i servizi tal quali quelli di prima e in più una discarica che era tua (della comunità) ora è del privato, che certo non ci pianterà fiorellini. Ma perché? Perché ti sei, ci hai, fatto questo giro di valzer inutile, e se inutile dannoso.

Ti hanno votato per la cultura, facevi una manifestazione culturale “Lievito” e tutti i radical chic ti hanno eletto a lievito di una nuova Latina, tutta musica e cultura. Ma? Ma penso al teatro Comunale che per riaprirlo ci stai mettendo più tempo di quello che ci mise il tuo predecessore Corona a farlo. Hai la scia, ma non c’è stano nessuno show, hai fatto “indisporre” pure Claudia Cardinale. Capisco tutto, ti perdono tutto, ma la tristezza è imperdonabile.

Damiano non ci sei, te e i tuoi assessori non ci siete nelle vie, non ci siete nei bar, non ci siete e anche la vostra sede di Corso della Repubblica che vi invidiavo molto, è vuota e triste. Vuota.

E vuote sono state le urne per te. Sostenevi la lista del presidente Zingaretti: la lista ha preso a Latina 2561 voti assoliti, il 4.31% del totale. Portavi come candidati del tuo movimento, in quella lista, due ottime persone Simona D’Alessio che ha preso 762 voti e Luigi Giannini che ne ha presi 731. Loro si sono spesi per te, tu meno per loro.

Mi limiterò a riportarti i numeri dei consiglieri che ti fanno opposizione, tu hai più di 20 consiglieri comunali, più una manciata di assessori. In Fratelli d’Italia, Matilde Celentano ha preso 1.309 voti, Andrea Marchiella fa pure meglio 1.482 nello stesso partito;  in Forza Italia Giovanna Miele arriva a 1.301, e Giorgio Ialongo 947; nel Pd Enrico Forte doppia i tuoi candidati e arriva a 1.764 voti.

Lo so che non si votava per il sindaco, che non era in gioco la tua amministrazione, ma io studierei questi numeri e mi farei in 4 per aprire il teatro, essere serio sull’immondizia.

Questo ti dovevo, questo è il mio lavoro: raccontare i fatti come sono, anche se ti dispiacciono.

E la mattina di ai tuoi di uscire, di fare colazione nei bar, di salutare tutti e magari prendere sotto braccio qualche consigliere di opposizione per l’umiltà di essere normali.