Damiano-Coletta
Damiano Coletta

Consiglio comunale che vai.

Discorso del sindaco Coletta sulla legalità che trovi.

Peccato che, a Latina, il concetto di legalità sia diventato alibi all’inerzia amministrativa.

La legalità è il principio cardine su cui una buona amministrazione deve agire e direzionare ogni scelta ed azione nel pieno rispetto della legge.

Su questo siamo tutti d’accordo.

E fa onore al sindaco Coletta voler perseguire, con fermezza, questo principio.

Ma non è cosa eccezionale. E’ il dovere di chi amministra.

E non regge più la retorica che quelli che… c’erano prima… non lo hanno fatto.

Primo perché in questo modo si rischierebbe di tacciare, indistintamente, tutti i precedenti amministratori di non aver agito in modo conforme alla legge.

Secondo perché a Latina, da tre anni, la questione legalità è diventata, non la ragione dell’agire per il bene comune, ma il motore del non fare.

Coletta, ieri, in aula ha spiegato che i ritardi sulle opere pubbliche, sulla riparazione del teatro, sono legate al rispetto delle regole.

Secondo il sindaco la legalità ha un prezzo e quel prezzo sta nel non vedere risultati immediati.

Eppure qualche errore, vedi la gara d’appalto sui rifiuti e la vicenda che coinvolge l’azienda speciale, è stato compiuto nonostante la cura dimagrante di servizi a cui i cittadini sono sottoposti.

E il nodo è proprio questo.

Coletta da ottimo amministratore, rispettoso della legalità quale è, dovrebbe riuscire a dare risposte ai cittadini, soluzioni alle tantissime criticità esistenti, direzionando le proprie azioni non verso l’immobilismo ma dimostrando che fare e bene è possibile in tempi non biblici e nel rispetto delle regole.

Non fare nulla non è una forma di legalità.

E’ il modo migliore per evitare di sbagliare.

E’ figlio di quella logica che trasforma ogni scommessa di sviluppo e futuro non in una opportunità per dimostrare, nel concreto, il cambiamento ma per evitare ogni, ipotetico, problema.

Non si governa una città stando nelle retrovie e incrociando le dita affinchè tutto vada per il meglio.

Si governa agendo, ascoltando prima di tutto chi non è d’accordo con te, confrontandosi con una realtà che non è quella che ci piace ma quella che si vive, ogni giorno in una città, purtroppo, sempre più invisibile.