mercoledì 22 Maggio 2024
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Carceri, allarme sovraffollamento a Latina: in via Aspromonte quasi il doppio dei detenuti

di Redazione – E’ grave la situazione delle carceri nel Lazio così come nella casa circondariale di Latina. Il sovraffollamento è all’ordine del giorno e nella struttura di via Aspromonte a fronte di 76 posti regolarmente previsti sono presenti 149 persone.

Solo qualche mese fa, a gennaio, il Garante dei detenuti del Lazio, aveva denunciato l’inadeguatezza del carcere di Latina e aveva ricordato che la struttura era destinata alla chiusura,  “Invece la mancanza di alternative e, soprattutto, di fondi per realizzare un nuovo carcere, ha fatto finire nel dimenticatoio questo progetto” commentava Angiolo Marroni anche a seguito della visita dei Radicali in via Aspromonte.

Quello di Latina non è il caso più grave se si guarda alle altre strutture della Regione e soprattutto a Roma. Nella Capitale il carcere di Regina Coeli, a fronte di 642 posti, ospita 918 detenuti, mentre il Nuovo Complesso di Rebibbia accoglie 290 persone in più rispetto ai posti disponibili.

Al di là del sovraffollamento, le problematiche nelle carceri laziali sono diverse, come la mancanza di un presidio di pronto soccorso per i detenuti nel nuovo padiglione del “G Pagliei” di Frosinone o la carenza di personale nel carcere di Civitavecchia.

A denunciare questa situazione è la Fns Cisl Lazio che sottolinea anche la condizione del personale della polizia penitenziaria e della dirigenza, “un malessere che non può essere trascurato dal Governo ed in particolare al ministro Orlando: è grave e superficiale immaginare che gestione delle carceri possa essere fatta senza misure volte a migliorare il “benessere” del personale che sinora in silenzio ha lavorato in condizioni proibitive ed in turni massacranti senza avere la speranza di un cambiamento ed un miglioramento complessivo delle proprie condizioni. Non è accettabile che la politica guardi solo alle problematiche certamente reali e delicate dei detenuti e trascuri chi opera con abnegazione e sacrificio per garantire un livello possibile di servizio di sicurezza nelle carceri italiane”.

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