caporalato

E’ passato un mese dalla manifestazione che si è svolta a Latina contro il caporalato e nulla si è mosso per aumentare i controlli e mettere in campo azioni mirate a sconfiggere questa piaga.

La manifestazione era stata indetta congiuntamente da Cgil, Cisl, Uil e Fai, Flai e Uila insieme alla comunità indiana.

Le direzioni indicate dai sindacati in quella giornata, e presentate anche in un documento consegnato al prefetto Maurizio Falco, per tentare di porre un freno allo sfruttamento della manodopera agricola nella provincia pontina, sono rimaste parole scritte su carta.

“Oggi, appare più urgente che mai – spiegano i sindacati – la necessità di promuovere una task force specifica con il compito di coordinare i servizi ispettivi sul territorio contro il caporalato per evitare che, a breve, ci si debba trovare nuovamente a dover affrontare situazioni di sfruttamento, che spesso degenerano in violenza e che danneggiano ingiustamente i lavoratori direttamente coinvolti e, con essi, tutto il settore agricolo della provincia di Latina”.

La manifestazione del 28 settembre era stata organizzata al culmine di ripetuti avvenimenti criminosi, alcuni anche mortali, verificatisi all’interno di aziende agricole della provincia.

Molti, inoltre, i temi confluiti nel documento consegnato mirati proprio a contenere e sconfiggere questo fenomeno di sfruttamento.

“Sul tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, era stata evidenziata la necessità che l’Inail mettesse a disposizione i dati sugli infortuni in agricoltura. Nonostante infatti il grande impegno del Fislas, l’ente bilaterale agricolo della provincia di Latina, su questo versante, ancora oggi si registrano gravissime carenze sia per quanto riguarda la prevenzione sia per le azioni di primo soccorso, stante anche il fatto che – continuano –  sebbene il numero degli incidenti sul lavoro in agricoltura abbia un tasso di incidenza pari al settore manifatturiero, la stragrande maggioranza delle denunce degli infortuni viene denunciata dai soli datori di lavoro autonomi, mentre per quanto riguarda i loro dipendenti, gli incidenti sul lavoro vengono denunciati, derubricati e gestiti come incidenti domestici”.

Un altro aspetto negativo messo in luce dai sindacati riguardava le aggressioni subite dai lavoratori da parte di quei sedicenti datori di lavoro, che utilizzano la violenza anche per semplici questioni relative a controversie di lavoro.

Episodi che devono essere denunciati e di fronte ai quali, oltre all’intervento tempestivo e determinato della magistratura e delle forze dell’ordine, è essenziale mettere in atto quanto previsto dalla legge 199/2016, garantendo inoltre a chi denuncia una maggiore tutela per evitare che si trovi ancor più esposto e lasciato solo a fronteggiare situazioni di tale gravità.

Nella provincia di Latina è stata istituita la Cabina di Regia per il lavoro di qualità.

“serve però il salto di qualità della sezione, in termini di operatività e con la definizione della sua direzione  e il coordinamento di ogni attività, per evitare che nei vari accertamenti prevalga l’autonomia dei singoli servizi. Si deve attuare al più presto il coordinamento tra i vari servizi ispettivi, con intreccio di banche dati e condivisione di strategie coordinate ed efficaci, per assicurare un intervento tempestivo ed efficace contro gli episodi di caporalato e sfruttamento dei lavoratori agricoli, così come non è più rinviabile un rafforzamento dell’ispettorato del lavoro, formando gli addetti con competenze specifiche relative alle peculiarità del settore dell’agricoltura”.