Stiamo vivendo una fase che, dal punto di vista economico, si contraddistingue per una prodigiosa accelerazione di tendenze. Tra queste rientra senza dubbio l’e-commerce che, da quando è iniziata l’emergenza sanitaria, ha visto crescere notevolmente i suoi numeri e ha iniziato a riguardare anche utenti che, come sottolineato da una ricerca di Nettcom risalente a inizio anno, non avevano mai acquistato niente online prima.

Tra i beni più richiesti c’è la cannabis light. Regolamentata in Italia dalla Legge 242/216, testo normativo che ha rappresentato una vera rivoluzione per il settore. Come mai? Perché di fatto ha introdotto il concetto di cannabis legale a basso contenuto di THC (parliamo di una percentuale compresa tra lo 0,2 e lo 0,6).

I dati parlano chiaro: è al centro dell’interesse dei consumatori da diversi mesi in virtù della sua efficacia rilassante, peculiarità che si sposa alla perfezione con la ricerca di una tranquillità mentale sempre più necessaria in questo periodo (attenzione, non si parla di un rimedio per condizioni patologiche come la depressione).

Data questa doverosa premessa, è naturale chiedersi quali siano le caratteristiche del consumatore tipo di cannabis light legale.

Cannabis light: il consumatore tipo è over 50

Gli operatori del settore che hanno parlato in questi anni del proprio business hanno fornito una fotografia molto chiara del consumatore tipo di cannabis light legale. Si tratta di un utente over 50 con un’importante capacità di spesa. Tra i motivi per cui chiede di accedere a questi prodotti, che muovono un giro d’affari annuo di 150 milioni di euro dando lavoro a 10mila persone circa in tutto il Paese, c’è la necessità di rilassarsi, soprattutto prima di andare a letto.

In questo filone si colloca il successo dell’olio di CBD, uno dei prodotti più richiesti in generale e negli ultimi mesi in particolare. Avente come ingrediente centrale il CBD o cannabidiolo, principio attivo della cannabis che si contraddistingue per l’assenza di effetti psicoattivi e per la mancanza di effetti collaterali, può essere gestito in maniera semplice. Il prodotto, caratterizzato anche dalla presenza di un olio vettore che per i brand di maggior qualità è soprattutto olio extra vergine di oliva, è infatti commercializzato in pratiche confezioni con il contagocce.

Cannabis light: tra numeri che crescono e nuove esigenze di mercato

Il mercato cambia di continuo e, come già detto, in questi ultimi mesi abbiamo visto condensarsi mutamenti che normalmente avvengono in anni e anni. Questo, di riflesso, porta a un cambiamento della psicologia del consumatore che, oggi come oggi, è molto più attento all’impatto che hanno le sue scelte commerciali sull’ambiente.

Non è un caso che gli e-commerce di cannabis light – il cui fatturato ha ricevuto un vero e proprio boost con l’inizio delle restrizioni sociali – stiano puntando tanto sulle mascherine, dispositivi di protezione individuale che sono ormai entrati a far parte della nostra quotidianità, realizzate in fibra di canapa.

Oltre a essere lavabili – ovviamente devono essere indossate con l’apposito filtro – hanno il pro della realizzazione con la fibra di una pianta che rispetta tantissimo l’ambiente. La canapa, infatti, richiede molta meno acqua rispetto al cotone per crescere. Da non dimenticare è anche il fatto che non necessita di fertilizzanti e che può crescere anche in condizioni per altre piante sfavorevoli, con ovvi vantaggi quando si parla di contenimento del consumo di suolo.

Non c’è che dire: tra le filiere più innovative degli ultimi anni, la canapa è senza dubbio tra quelle che si stanno dimostrando resilienti e capaci di intercettare con sapienza le richieste del mercato.