Cani deportati: in centinaia in viaggio dal canile di Terracina a Caserta

Da questa mattina è in atto una vera e propria deportazione dei cani del canile di Terracina al canile di Caserta: la legge prevede che si può fare. “Le leggi vanno rispettate, ma si possono anche cambiare. Ma questo sarà un passaggio successivo che intendo discutere con il direttivo nazionale del Movimento Animalista che rappresento in provincia di Latina – dichiara Maria Luigia Ferdinandi, presidente del Movimento animalista della provincia di Latina –  Per ora l’urgenza è rappresentata da centinaia di cani, che con una spesa pubblica non indifferente, verranno portati come pacchi da un canile all’altro. Certo – spiega la Ferdinandi – vengono portati lì perché costa di meno. Quindi giochiamo al ribasso anche su questo… ovviamente dovranno essere ammortizzate anche le spese di viaggio. Teniamo presente che il cane ci mette del tempo, ma alla fine trova anche un suo equilibrio nel suo canile, nel suo box e lo trova anche con gli altri cani che gli sono accanto. Portarlo in una realtà completamente diversa, lo destabilizza. E a questo si aggiunga il viaggio che deve fare. Non certo a vantaggio della salute del cane. A cosa serve tutto questo? A spendere denaro pubblico per quella che è una vera e propria deportazione”.

E, se Terracina piange, Latina non ride: le condizioni del canile comunale già da qualche giorno vengono riportate dalla stampa. “In merito a questo – prosegue la Ferdinandi – ho diffidato, sempre a nome del Movimento, il Comune di Latina a provvedere immediatamente al versamento dei contributi dovuti”.

Una storia infinita alla quale si aggiunge quella di sei pitbull sequestrati oramai dallo scorso dicembre e in stallo al canile sanitario, dove invece si rimane un paio di settimane, il tempo necessario per fare tutti gli accertamenti e i controlli. Quindi si passa al canile comunale dove l’associazione Amici del cane da anni ottiene risultati eccellenti in materia di adozione. Invece? Invece i sei pitbull rimangono sequestrati. E anche qui, con aggravio di spese di giudizio. Su questo fronte sta lavorando la vice presidente del Movimento, avvocato Maria Belli che ha fatto istanza di modifica del luogo di custodia chiedendo che gli stessi, come da legge regionale n.34/1997 e 43/2010 vengano trasferiti dal canile sanitario dove dovrebbero rimanere sino alla stabilizzazione (microchip, sterilizzazione, vaccini) al canile comunale di Latina ove in seguito potranno chiedere l’applicazione dell’art.19 quater disp. att. c.p. (dispone che gli animali oggetto di provvedimenti di sequestro o di confisca siano affidati ad associazioni o enti che ne facciano richiesta).

SHARE