mercoledì 5 Ottobre 2022

Campus internazionale di musica: ho visto un castello suonare

Non so cosa sia la cultura; so che appartengo agli ignoranti di montagna che hanno cercato di capire un poco, ma la mancanza resta intatta. Già a salire verso il castello di Sermoneta ho il fiatone, sono a mezza via. Decenni di piano hanno offeso i miei muscoli, ma salgo ancora. Dico, ma cosa ci vado a fare? e salgo. Il posto è bello, il rumore non è diverso da quello anonimo di giù, e fa caldo uguale. Mi hanno invitato per musica, a me che ho nelle orecchie la durezza sorda del mulo e la bellezza sono le arie cantate da tenori senza tenore, o preghiere intonate da voci stridule. Vengo dal piano pieno di vecchi saccenti, quanto deficienti per il domani. “Conquisto” il castello, sono in vetta, senza fiato, e penso a chi qui suona i fiati. Il cortile del castello è… ma ci sono i ragazzi. Uno dice “Ho fatto al piano un pezzo che faccio da tempo di Mozart”, parla emiliano. Un signore si avvicina e parla un italiano pulitissimo ma con l’accento balcanico che mi ricorda la signora Maria, slava di Zara, che visitava casa mia, è il maestro di fisarmonica.

Fa gli onori di casa Elisa Cerocchi, presidente del Campus internazionale di Musica (fondazione musicale fondata dal papà Riccardo), che sorride, è serena, sembra stare dove vuole stare, sorride della mia ignorante fatica. “Abbiamo tra corsisti e ragazzi del liceo musicale 200 partecipanti. Dei corsisti (110) il 40% sono stranieri”. Passa una ragazza orientale, magrissima quasi eterea, di una eleganza alla Madama Butterfly. Strano il cortile, si riempie di ragazzi che parlano fitto, di musica. Elisa mi fa vedere i compositori, quelli che creano musiche nuove: “lavorano tanto, sono i filosofi della musica”. Esce una ragazza, zaino con computer e tastiera “vado a riposare un poco dice”, l’accento non so, ma suona bene.

Tira un poco di vento dalla marina, c’è Giulia una ragazza del liceo musicale di Roma, ora vicina alla laurea che organizza, suona il triangolo è pronta la cena. Il professore di piano, un russo del Conservatorio di Mosca passeggia su e giù, pare uscito da un romanzo di quelli lunghi lunghi, dove la gioventù si interroga sul niente presente e il futuro sarà salvabile per musica.
La cosa strana? Ho visto ragazzi felici, ho visto ragazzi che imparano, per domani.
Ora che ci penso ho visto un castello suonare.

I corsi

Alessandro Solbiati, composizione; Jacob Katsnelson, pianoforte; Claude Delange, sax; Corrado Rojac, fisarmonica; Paolo Pollastri, oboe; Giovanni Gnocchi, violoncello; Mario Caroli, flauto; Franco Petracchi, contrabbasso; Mariana Sirbu, violino; Vittorio Montalti, composizione elettroacustica; Mauro Buccitti, accordatura.

Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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