Uno degli atti più attesi dopo anni di roghi, accumulo di rifiuti che hanno trasformato quello che sulla carta si chiama Villaggio della solidarietà nel luogo dell’illegalità e del degrado.

A tutti è conosciuto come il campo rom di Castel Romano su cui, dopo ‘ultimo rogo, si sono accesi i fati delle istituzioni.

Dopo un sopralluogo, svolto la scorsa settimana, e la richiesta, l’ennesima al Comune di Roma di intervenire, oggi la Regione Lazio è passata “alle maniere forti“.

L’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato, ha firmato infatti l’ordinanza per l’attuazione delle azioni organizzative e funzionali alla chiusura del campo rom di Castel Romano e per la riduzione e ripristino dello stato dei luoghi all’interno del perimetro della Riserva Naturale Decima – Malafede.

In particolare, l’ordinanza prevede che Roma Capitale ripristini, con effetto immediato, il varco d’accesso al Villaggio della solidarieta’ di Castel Romano garantendo la presenza continua h24 della polizia locale, in modo da poter inibire l’accesso al campo alle persone non autorizzate nonchè impedire l’introduzione all’interno del campo stesso dei materiali oggetto di incendi e roghi, ovvero di smaltimenti irregolare ed illecito.

Inoltre, Roma Capitale deve riattivare i due depuratori già presenti, entro quindici giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza ed attiva la rimozione dei materiali abusivamente sversati nelle aree circostanti il Villaggio.

Peccato che il Campidoglio non sembri essere d’accordo con la decisione assunta dalla Regione Lazio considerandola “prettamente politica” e annunciando ricorso.

In mezzo i cittadini esasperati da una situazione non sostenibile ormai da anni.