campo rom Castel Romano
Immagine di repertorio dell campo rom di Castel Romano

Anni di roghi, gli ultimi continuativi, si sono verificati negli ultimi giorni.

Odori nauseabondi sprigionati da mucchi di rifiuti di ogni genere e tipo, accumulati senza alcun controllo, in ogni angolo del terreno occupato dal campo nomadi di castel Romano.

Uno dei più grandi e dei più visibili considerato che si trova proprio a ridosso della Pontina dove negli anni i disagi si sono sommati anche per i pendolari alle prese con sassi che piovevano dal cielo e fumo ch invadeva la carreggiata.

Ma i danni maggiori, che si aggiungono all’esasperazione, sono quelli causati ai residenti delle aree limitrofe. Loro sono sottoposti a tensione costante, a respirare l’odore acre e nauseabondo proveniente dai roghi che per giorni vedono le fiamme ardere tra carcasse di auto, gomme e chissà cos’altro.

Ieri nel corso di un sopralluogo la Regione Lazio sembra aver preso, capitanata dall’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato, una posizone in merito.

La stessa che si attende da anni dal sindaco do Roma Virginia Raggi che al momento non risulta, in merito, pervenuta.

L’area va sgomberata. Sul campo di Castel Romano gravano diverse criticità, quella sanitaria e contingente connessa anche al Covid, quella della situazione igienico sanitaria legata alle condizioni border line in cui decine di famiglie vivono e quella della sicurezza.

“La sindaca di Roma Virginia Raggi proceda immediatamente – spiegano il consigliere regionale del Lazio Marietta Tidei e il deputato Luciano Nobili di Italia Viva – allo sgombero e alla bonifica del campo rom di Castel Romano che versa in condizioni sanitarie e ambientali gravissime. È giunto il momento di assumersi la responsabilità di intervenire perché la situazione oramai è arrivata al limite”.

La regione Lazio, potrebbe intervenire agendo con “poteri sostitutivi” e risolvere una situazione emergenziale e sociale che è diventata una vera e propria bomba ad orologeria tra Latina e Roma.

“Bene ha fatto la Regione a convocare e ascoltare i comitati di Roma e Pomezia per l’emergenza ambientale e bene ha fatto l’assessore D’Amato a ribadire che la Raggi deve intervenire perché se non lo fa allora è giusto e doveroso che la Regione si avvalga dei poteri di surroga e agisca di concerto con la Prefettura di Roma. Ci aspettiamo un intervento della sindaca in giornata o al massimo entro domani: il tempo è già scaduto”.