lunedì 22 Luglio 2024
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Camera di Commercio, Zottola attacca i “dissidenti”. Ma il vero danno è lo stallo

Arrivano dopo giorni di imbarazzante silenzio le prime dichiarazioni di Vincenzo Zottola dopo la sfiducia di 16 componenti su 27 del Consiglio della Camera di Commercio. Se la prende con quelli che chiama “dissidenti”, ma dimentica che quasi la totalità dei rappresentanti del sistema economico ha decretato il suo decadimento. Se, come dice vuole veramente bene alle imprese della Provincia di Latina deve prendere atto che sono proprio quelle imprese che non condividono più la sua politica. “Non hanno colpito la mia persona ma la Camera di Commercio di Latina da sempre un modello di governance policentrica e collaborativa e rara espressione, sul territorio, di una struttura sempre al servizio dell’economia e degli interessi del sistema imprenditoriale locale”, queste le sue frasi contenute in una nota in cui si parla di “Amarezza per le ripercussioni che tale comportamento avrà inevitabilmente sulle imminenti scadenze dell’Ente camerale alla vigilia, tra l’altro, dell’attuazione di una riforma che ne minaccia le funzioni essenziali e la dotazione organica”.

Parla di conflitti artificiosi Zottola, sostiene che ad essere danneggiate saranno le aziende, penalizzate “Da un comportamento che, più di altisonanti proclamazioni, esprime la totale assenza di un reale rispetto dei bisogni della classe imprenditoriale”. Se la prende con un’associazione di categoria che non cita ma che è probabilmente Unindustria che non lo ha mai amato o la sua stessa Confcommercio che gli ha voltato le spalle: “È sorprendente, ma è l’evidenza empirica che mi costringe a prenderne atto, come la situazione di disorientamento e turbolenza sviluppata nell’ambito di una Associazione di categoria in termini di idee, atteggiamenti ed opinioni, possa avere un’interazione diretta e un’influenza così rilevante sugli equilibri di un Ente pubblico”. Dice di avere un unico rammarico: “Non aver saputo intercettare in tempo la forza disgregatrice dei dissidenti che hanno operato lentamente e sotto traccia a dispetto di tutte le inevitabili conseguenze”. Si chiede dov’è finita la capacità di affrontare e superare le tensioni interne e lancia un ultimo disperato appello all’unità: “Ho sempre creduto nella forza rivoluzionaria del fare rete e dell’aggregazione delle esperienze in quanto valore non solo etico ma anche produttivo e, nonostante tutto, continuerò a credere che percorrere il sentiero della crescita secondo logiche di coesione superando i limiti del frazionamento, della divisione e della sotto utilizzazione delle già limitate risorse disponibili rimane un imperativo per tutelare il bene e l’interesse collettivo”.

C’è la presa d’atto della sfiducia, manca però la parola “dimissioni”. Rimane il fatto che il vero male alla Camera di Commercio lo produce lo stallo che sta creando proprio lui, il Presidente. Vincenzo Zottola sembra non accettare di non avere più il consiglio camerale per governare un ente che rappresenta l’economia della Provincia. Prende tempo e non scioglie la riserva, se restare o presentare le dimissioni in Regione Lazio. Ma ci sono dei tempi tecnici da rispettare. E c’è uno Statuto che dice che se cade il Consiglio cade il Presidente. Zottola non ha capito che dovrebbe andare tempestivamente in Regione, e tempestivamente non ha un significato soggettivo ma vuol dire “subito”. Chi non ha più i numeri dalla sua parte non è più nella posizione di decidere se restare o andare via. Bisognerebbe capire quando viene il momento di appendere gli scarpini al chiodo. Zottola non ha voluto accettare che il suo tempo fosse finuito, glielo hanno dovuto imporre con un atto di forza. Ormai il futuro della Camera di Commercio deve essere deciso dalla Regione Lazio e non da un presidente sfiduciato.

Francesco Miscioscia
Francesco Miscioscia
Francesco Miscioscia consulente di Marketing strategico nell’ambito della comunicazione politica ed istituzionale da oltre 35 anni. Master in Marketing internazionale – Politiche di Marketing, ricerche di mercato, modalità di penetrazione sui mercati esteri ed internazionalizzazione delle imprese.

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