Il Latina continua la marcia di avvicinamento alla sfida di domenica con il Bari con l’entusiasmo e la serenità di chi sa di aver imboccato da tempo la strada giusta. Il gruppo ha digerito il pari di Novara, un punto assolutamente da non buttare, ma che non poteva non lasciare un po’ di amaro in bocca dopo quanto accaduto al ‘Piola’, con i nerazzurri avanti di due reti al termine del primo tempo.

C’è il desiderio di tornare subito al successo, specialmente di fronte ai propri tifosi. Domenica è prevista una cornice di pubblico imponente al Francioni contro una squadra blasonata, tornata a sorridere grazie al successo della settimana scorsa ottenuto contro il Varese.

Il Latina dovrà fare a meno di Ristovski, impegnato con la Macedonia, un’assenza importante, ma che non preoccupa i nerazzurri. Allarme invece che è suonato in casa Bari, a causa delle partenze di ben cinque giocatori. Con l’Under 20 ci sono Chiosa e Beltrame, con l’Under 21 invece saranno protagonisti i biancorossi Fedato, Sabelli e Fossati. Proprio lui, l’ex di turno (così come Ristovski), non scenderà in campo al Francioni, quello che è stato il suo regno per una stagione, quella della salvezza in Lega Pro ottenuta grazie alla doppia sfida play out vinta con la Triestina.

Classe ’92, scuola Milan, Marco Ezio Fossati ha lasciato un buon ricordo nel capoluogo. Professionista serio, un centrocampista con spiccate doti offensive, abile nel palleggio e con una gran visione di gioco, ha contribuito in maniera determinante alla salvezza dei nerazzurri nell’annata 2011/2012. A Bari sta ben figurando, in Nazionale sta andando anche meglio e ora è pronto a prendere per mano l’undici di Gigi Di Biagio impegnato tra oggi e martedì prossimo in due gare (stasera con l’Irlanda del Nord, la settimana prossima con la Serbia) fondamentali per l’accesso al campionato europeo. Ventidue presenze a Latina, condite da tre gol, uno dei quali, quello contro il Sudtirol al Francioni, di rara bellezza.

Il suo sogno, quando due anni fa vestiva il nerazzurro, era quello di abbracciare la Nazionale Under 21 prima e quella maggiore poi. Il primo obiettivo è stato raggiunto, per il secondo ci sarà tempo e modo per conseguirlo. Peccato solo di non poterlo applaudire domenica al Francioni.

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