Sono anni, tanti, che a periodi alterni torna l’ipotesi di realizzare il terzo scalo aeroportuale del Lazio a Latina.

Idea entusiasmante che si è scontrata però con molte battute d’arresto.

Tanto è che ad oggi nulla è stato fatto.

Ci sono stati studi, associazioni pro aeroporto, battaglie mediatiche, tanti appelli da parte delle istituzioni locali affinchè questo progetto prendesse il volo.

Ed oggi a riportare in auge la proposta è il sentore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini.

“Come emerso dal convegno Aeroporto di Fiumicino come autostrade. Una concessione da rivedere nell’interesse della Nazione e di Alitalia” svoltosi ieri in Senato il Lazio ha bisogno di un terzo aeroporto in una logica di sviluppo della regione, e più in generale della Nazione. Un punto su cui Fratelli d’Italia ha intenzione di fare la propria parte, schierandosi – spiega Calandrini – a favore della costruzione del terzo scalo”.

Schierarsi, come la storia dimostra, però non basta.

Bisogna mettere in fila tanti tasselli.

Il primo è quello infrastrutturale.

L’aeroporto a Latina da solo sarebbe una cattedrale nel deserto se non fosse accompagnato da una serie di interventi infrastrutturali fondamentali.

A partire dalla Pontina.

E poi c’è da considerare la battaglia che vede altri esponenti politici che vorrebbero il terzo scalo realizzato a Viterbo.

Nel 2012 in un decreto governativo si indicava, infatti, proprio Viterbo come sede del nuovo scalo del Lazio.

Latina protestò ma la sua voce non riuscì a far invertire la rotta presa.

Poi il governo Monti decise di dirottare i finanziamenti sul potenziamento infrastrutturale di Fiumicino.

Decisione confermata con il governo Gentiloni.

Ma anche l’aeroporto a Viterbo non ha visto la luce.

“Il terzo aeroporto del Lazio, quindi, va fatto, scegliendo la località più adatta. E su questo l’intera provincia di Latina avanzerà la sua candidatura in modo serio e determinato, tenendo però ben presente che è necessaria chiarezza sui tempi di realizzazione e risorse da investire. Latina e i suoi cittadini – continua Calandrini – ancora pagano sulla loro pelle visto che questo territorio è caratterizzato da una marea di incompiute”.

Su tutto poi grava la vicenda della scuola di volo.

“La storica scuola di volo dell’Aeronautica militare di Latina, che rappresenta un’eccellenza che forma piloti da tutta Italia ed Europa, non può essere abbandonata. Un patrimonio non soltanto di Latina che va rilanciato insieme – conclude Calandrini – alla costruzione di un nuovo scalo, che il Lazio attende da troppo tempo”.

La speranza riprende il volo, per l’aeroporto si vedrà.