sollevazione popolare
Massimo Bortoletto

Questa città consuma tutto, comprende poco, gli resta niente. Qualche giorno fa c’è stata la sollevazione popolare a difesa di Massimo Bortoletto direttore della libreria Feltrinelli licenziato di botto. Tutti in “generosissimi” slanci di generosità, proposte di boicottaggio della libreria, mobilitazione anche grafica che era un amore. Una cosa che pareva una città con la schiena diritta. Invece? E’ passata, è passata, la cosa che era l’unica cosa che contava è diventata niente neanche da ricordare. Città che consuma tutto, è un grande stomaco che digerisce tutto, tutto uso, e nulla resta.

Dimenticato tutto, nulla è mai accaduto.

Andare a La Feltrinelli alla sua apertura era moda, mica ci andavi per comperare i libri, ma per farti vedere che li comperavi, che sapevi leggere le copertine. Dovevi far vedere che c’eri. Come l’anno che diventammo tutti pallavolisti, tutti al palazzetto a guardare se ci guardavano e qualcuno a parlare della partita. E mi fermo qui, gli altri esempi fateli voi. Bortoletto è licenziato, la solidarietà è scemata, la storia è cancellata. E tutto è palude come prima.

Amara sta Maremma anche l’uccello ci perse la penna.