sabato 3 Dicembre 2022

Borgo Carso, il Vescovo non ci sta. Controproposta a Coletta: la scuola sia gestita dalla parrocchia

Se non è un braccio di ferro è qualcosa di molto simile. Il Vescovo di Latina Monsignore Mariano Crociata ha scritto al Comune e al Sindaco Damiano Coletta per richiedere l’uso dei locali presso cui si trova la scuola SS. Innocenti di Borgo Carso per permettere alla parrocchia stessa l’attivazione della scuola paritaria parrocchiale. Si riaccende una speranza per la comunità del luogo di continuare ad avere la scuola materna gestita dai religiosi. Il Comune invece ha optato per la statalizzazione, nonostante lo stesso Vescovo aveva trovato una congregazione di suore disposte a prendere in gestione la struttura dopo la disdetta della confraternita precedente.

Del resto, proprio in un incontro che è avvenuto ieri tra il Vescovo Crociata e le suore che gestiscono ben sette scuole paritarie a Latina e nei borghi (Le Ferriere, Podgora, Carso, Faiti, San Michele e Grappa), le responsabili delle scuole ci hanno tenuto a sottolineare la bontà e il valore del loro lavoro con i piccoli alunni delle scuole dell’infanzia. Un’attività che rispetta in pieno quanto prevedono le norme nazionali sulla legislazione scolastica, e che rende queste scuole a tutti gli effetti parte del sistema nazionale di istruzione. Insomma, le suore svolgono un servizio pubblico a tutti gli effetti. È stato proprio nell’incontro di ieri che le suore hanno ribadito la volontà di continuare ad operare nel pieno interesse delle comunità locali e con la collaborazione delle famiglie.

“L’esperienza pluridecennale maturata ad oggi permette di affermare come sia stata realizzata la ‘comunità scolastica’, tra l’altro animata e verificata attraverso gli organi collegiali d’istituto. Ciò a tutto vantaggio dei bambini stessi e quindi della comunità cittadina”, così recita una nota emessa dalla diocesi di Latina. È una risposta indiretta alle dichiarazioni dell’Assessore Antonella Di Muro e a diversi esponenti di LBC secondo cui le scuole statali sono meglio delle scuole paritarie.

“La statalizzazione – aveva detto l’Assessore Di Muro nel question time del 23 febbraio – soddisfa pienamente l’esigenza di garantire un percorso di studi nell’ambito degli Istituti Comprensivi, che va dalla scuola dell’Infanzia alla scuola media, caratterizzato dalla continuità didattica in cui il processo formativo, grazie soprattutto al lavoro degli insegnanti, è collegiale nel senso più ampio e per questo in grado di favorire meglio la crescita culturale e sociale degli alunni”.

Suore e Vescovo non devono averla pensata così.

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