venerdì 30 Settembre 2022

Boom di richieste per la cessione del quinto, ecco come funziona il prestito per dipendenti e pensionati

L’emergenza epidemiologica ancora in corso sta mettendo a dura prova le finanze di famiglie e individui, spesso costretti a nuove spese impreviste.

Uno degli strumenti più idonei a far fronte ad esigenze di liquidità è sicuramente la cessione del quinto, una particolare forma tecnica di prestito per persone fisiche che offre notevoli vantaggi a dipendenti e pensionati, i quali possono richiedere liquidità senza alcun giustificativo rispetto alle finalità del finanziamento.

I DATI: RICHIESTE IN AUMENTO

Secondo gli ultimi dati disponibili, rispetto allo scorso anno, nel corso del terzo trimestre 2020 si è registrato un incremento notevole (+10,2%) delle richieste di prestiti con cessione del quinto.

Ma se, da una parte, sempre più italiani hanno cercato di ottenere questa tipologia di prestito, dall’altra parte secondo gli ultimi dati è diminuito l’importo medio richiesto che si è stabilizzato a 19.464 euro, vale a dire il 6% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il pur lieve calo potrebbe essere da un lato legato alla diminuzione degli stipendi, dall’altro ad un cambio di esigenze dei soggetti che ne fanno domanda, i quali oggi ricorrono a questa tipologia di prestito non più solo per far fronte a progetti importanti, ma anche per avere la liquidità necessaria per affrontare imprevisti o spese di importo inferiore; ancora una volta è semplice ipotizzare un legame fra questo e le difficoltà economiche che molti stanno vivendo a causa dell’emergenza epidemiologica.

QUINTO DELLO STIPENDIO O DELLA PENSIONE

La cessione del quinto è una particolare forma di prestito personale rivolta ai lavoratori dipendenti, pubblici o privati con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, e ai pensionati.

Le rate di rimborso vengono trattenute direttamente dalla busta paga (o dalla pensione) e l’importo non può superare un quinto del reddito netto mensile.

Per ottenere il finanziamento non è necessario documentarne la finalità.

Può avere una durata massima di 120 rate (10 anni), ma durante il periodo definito dal primo contratto può anche essere rinnovato in modo da modificare il piano di restituzione complessivo.

FINANZIAMENTO IDONEO PER DIPENDENTI PUBBLICI E PENSIONATI

Nella cessione del quinto, poiché le rate di rimborso sono trattenute direttamente dallo stipendio o dalla pensione di chi ottiene il prestito, l’ente erogatore oltre a considerare la capacità reddituale di costui valuta anche quella del suo datore di lavoro, che deve dimostrare solidità economico-finanziaria e avere un numero minimo di dipendenti normalmente fissato a 16.

Si tratta perciò della tipologia di finanziamento più idonea per dipendenti pubblici e pensionati.

Sebbene sia una formula tipicamente riservata a chi ha un lavoro stabile nel tempo (contratto di lavoro a tempo indeterminato), alcune società specializzate concedono questo prestito anche a chi ha un contratto a tempo determinato o a progetto, a condizione che il debito venga estinto non oltre la scadenza del contratto stesso.

ASSENZA DI GARANZIE SUPPLEMENTARI, PEGNI O IPOTECHE

Per ottenere la cessione del quinto non sono richieste garanzie supplementari perché, da un lato, il finanziamento è già garantito dal TFR maturato dal richiedente, dall’altro viene sempre sottoscritta un’assicurazione obbligatoria che tutela dal rischio vita e dalla perdita di lavoro e che copre la parte del finanziamento eccedente il TFR.

ECONOMICITÀ E POSSIBILITÀ DI FINANZIARE ANCHE SOGGETTI PROBLEMATICI

Proprio in virtù della minore rischiosità, la cessione del quinto è un finanziamento che viene concesso con maggiore facilità e ha spesso tassi di interesse più contenuti rispetto alle altre tipologie di prestito.

La presenza di una copertura assicurativa obbligatoria, nonché la trattenuta delle rate direttamente dallo stipendio o pensione del richiedente, fa della cessione del quinto una tipologia di prestito che può essere richiesta anche da chi in passato ha avuto problemi con il rimborso di altri finanziamenti (mutui, prestiti aziendali, etc.), come i cosiddetti “cattivi pagatori” segnalati nei Sistemi di Informazione Creditizia (SIC), o da chi ha avuto protesti o ha in corso pignoramenti.

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