domenica 26 Giugno 2022

Blackjack, le curiosità sul famoso gioco del “21”

Negli ultimi secoli il concetto dell’intrattenimento è stato totalmente rivoluzionato. Da qualche anno a questa parte i videogiochi viaggiano persino online, ma sono le vecchie tradizioni come quelle legate ai giochi di carte da sala a fungere da trait d’union tra passato e presente. Il poker e il blackjack continuano a riscontrare un certo seguito anche in epoca moderna, complice proprio la migliorata connettività. Molte delle attrazioni di Las Vegas suscitano curiosità ancora oggi anche in virtù di alcuni particolari nascosti nei loro background storici. Non sempre i giochi più famosi hanno ottenuto dall’inizio l’aspetto per il quale sono più conosciuti. La roulette, ad esempio, era stata inventata quasi per caso. Il blackjack, invece, deve il suo nome addirittura a una vecchia regola caduta in disuso.

Il nome originale di questo gioco di carte francesi è “Vingt-et-un”. Il “21” fu ideato in Francia nel XVII secolo, per poi espandersi su larga scala solo a partire dalla prima metà del ‘900. Analogamente a quanto accade nel 7 e mezzo, in questo gioco si sfida a turno il banco nel tentativo di conseguire più punti, senza oltrepassare il limite imposto di 21, ossia il punteggio massimo che indica proprio il blackjack, eseguibile rapidamente con un asso (11 punti) e una figura (10 punti). La denominazione “blackjack” fu adottata in un secondo momento dai giocatori americani, semplicemente sulla base del fatto che attraverso un asso e un jack di picche il premio finale sarebbe stato maggiore.

A prima vista potrebbe sembrare un gioco come tanti altri. Eppure, regole e caratteristiche del blackjack non sono comuni a molti altri giochi di carte. Indipendentemente dal numero di giocatori non si agisce in coppia, ma ogni partecipante deve vedersela con il mazziere per conto proprio. Nel tempo si sono sviluppate in giro per il mondo molteplici versioni del blackjack, che si differenziano soprattutto per l’interpretazione della regola dello “split”, che consente di giocare due mani in una se si ricevono all’inizio del turno due carte di pari valore. 

Il blackjack non ha tardato ad attirare nel corso della sua storia anche l’attenzione del mondo del cinema. Numerosi sono stati i lungometraggi dedicato a questo gioco di carte che da francese è passato col diventare quasi di matrice americana. Forse non tutti sanno che tra gli anni ’80 e ’90 un gruppetto di studenti di varie nazionalità che frequentavano il Massachusetts Institute of Technology si resero protagonisti di una serie lunghissima di colpacci al tavolo verde, tanto che le loro gesta furono raccontate nel film “21”.

L’abilità di quei giovani matematici risiedeva soprattutto nel conteggio delle carte, pratica totalmente vietata se eseguita pubblicamente, pena l’esclusione dalla partita. Ne sanno qualcosa all’Hard Rock Casinò di Las Vegas, dove nel 2014 Ben Affleck fu allontanato dal tavolo di gioco con l’accusa di aver barato. Quando si tratta di carte, nemmeno i vip godono di favoritismi. Quello di Ben Affleck non è però l’unico grande nome del cinema legato al blackjack. Dustin Hoffman, attore protagonista di “Rain Man – L’uomo della pioggia”, fu osservato a lungo dalla troupe proprio per evitare che si facesse distrarre dal gioco durante le riprese, che in buona parte si svolsero infatti in un casinò di Las Vegas.

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