giovedì 8 Dicembre 2022

Berlusconi fuori dal Senato

di Lucio Fava del Piano

Silvio Berlusconi non è più Senatore. L’Aula del Senato ha votato la sua decadenza. La votazione è arrivata alle 17,43, al termine di un dibattito aspro e animato, nel corso del quale i senatori di Forza Italia, e non solo, hanno tentato ancora e in extremis di far prevalere le ragioni del voto segreto. In segno di lutto, le senatrici di FI si sono presentate in Aula vestite di nero.

Prima della votazione lo stesso Berlusconi è intervenuto alla manifestazione organizzata da Forza Italia, affermando che “noi siamo qui in un giorno amaro, un giorno di lutto per la democrazia”. Poi la promessa ai suoi: “non disperatevi se io sto fuori. Noi non ci ritireremo in qualche convento. Noi siamo qui, resteremo qui”.

La giornata è vissuta su enormi tensioni, dentro e fuori le aule parlamentari, per un passaggio che ha segnato, comunque la si pensi al riguardo, uno spartiacque nella storia politica italiana degli ultimi vent’anni, con l’abbandono forzato del parlamento da parte dell’incontrastato leader del centrodestra, a capo di quattro governi, vincitore di tre elezioni e sei volte candidato premier.

Tensioni che hanno avuto tra i luoghi di particolare evidenza Via del Plebiscito, sede della residenza romana di Berlusconi. Molte le persone radunatesi già dalla tarda mattinata davanti palazzo Grazioli, e da subito non sono mancate le polemiche. Forza Italia ha infatti denunciato un “indegno e vergognoso boicottaggio” a danno della manifestazione di sostegno all’ex premier organizzata dal suo partito. “Prima hanno costretto i pullman dei nostri sostenitori a parcheggiare a Cinecittà – hanno denunciato da piazza San Lorenzo in Lucina –  Ora hanno spento le macchine dei biglietti e chiusi gli uffici della metro A alla fermata Cinecittà-Anagnina”.

Chiusa al traffico, Via del Plebiscito si è rapidamente riempita dei vessilli di Forza Italia, mentre motivi di sicurezza hanno suggerito alle forze dell’ordine di non consentire striscioni e manifesti sul palazzo. Forza Italia ha inutilmente protestato contro l’ordine di rimozione dello striscione nero su bianco “colpo di stato” che era stato appeso alle griglie delle finestre di casa Berlusconi.

Ma le tensioni sono state forse anche più violente all’interno del parlamento. In particolare, nell’Aula del Senato sono volate parole grosse tra l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni e il fedelissimo berlusconiano Sandro Bondi, il quale se l’è presa anche con i senatori a vita, accusandoli di essere presenti pur non avendo partecipato molto spesso ai lavori del Senato e bersagliandoli a più riprese con grida di “vergogna”.

Alla fine è arrivato il verdetto. E, secondo qualcuno, è già il momento di cominciare a parlare di terza Repubblica, essendo con il voto di oggi finita la seconda, la repubblica berlusconiana.

Roberto Miscioscia
Classe 86, imprenditore. Esperto di comunicazione. Osservatore delle dinamiche sociali. Amo la filosofia e mi appassionano le neuroscienze. Il mio libro preferito è MINSET di Carol Dweck... il mio film preferito LIMITLESS.

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