Via Vespucci Latina

Dicono che Latina sia città di destra, ma quando mai. Dicono che era fascistissima, poi all’ammasso mancava sempre il grano. Perché se la retorica racconta fantasie la verità è governativa: eravamo fascisti (salvo fregare il grano) se comandavano i fascisti, americani al tempo che era figa l’America vincente, democristiani nella bellezza della loro palude. Poi, l’aria cambiò, e vecchie camice nere tarlate furono recuperate,  tutti saltatori di cerchi di fuoco. Tutti allo stadio per la squadra in B, poi nessuno lo ricordava più e testimoniò, giurando, che lui lì non c’era, e se c’era dormiva. Diventammo colettisti che lo stesso Damiano Coletta non era così puro dimenticando passati dorotei, salti nei cerchi di fuoco e passioni calcistiche.

Ora ci facciamo leghisti, è aria nuova. Da noi la politica è come il gratta e vinci, una ipotesi di fortuna. Il tutto nel moralismo immorale dell’invidia che grida vendetta e la giustizia qui è nata morta.

Benvenuti a Latina, la città che sa solo vincere e tutti, ogni giorno rinascono, come nuovi.