di Lucio Fava del Piano – La ripresa in Italia sarà ancora molto lenta per il prossimo biennio. E’ la fotografia che emerge dal Bollettino della Banca d’Italia, secondo il quale il timido progresso dell’economia italiana non avrà effetti positivi sull’occupazione. Il tasso di disoccupazione, infatti, è previsto salire fino al 12,8% quest’anno e spingersi fino al 12,9 nel 2015.

Alla base di questa ripartenza dell’occupazione che si fa attendere c’è soprattutto “una domanda interna, in particolare per consumi, ancora debole”. Ed è solo il recupero della domanda interna potrà che estendere la ripresa anche al mercato del lavoro.

Ripresa, si diceva, che è iniziata nella seconda metà del 2013 e che risulta “largamente trainata dalle esportazioni”, secondo Palazzo Koch. Una dinamica, questa, che sta lasciando fuori le imprese più piccole, e quelle orientate sul mercato interno, presenti maggiormente al Sud. complessivamente, secondo le stime di Bankitalia, il Prodotto interno lordo dovrebbe crescere dello 0,7% quest’anno e di circa l’1 nel 2015. Numeri non esaltanti, ma comunque con il segno più, mentre gli ultimi anni si erano chiusi in calo.

Nel Bollettino sono anche contenute le previsioni dell’inflazione, che per il biennio sono state riviste al ribasso rispetto a luglio scorso, “poco sopra l’1% quest’anno, attorno all’1,4% il prossimo”. Insomma, “l’inflazione, scesa all’1,3% nel 2013, si ridurrebbe ancora lievemente quest’anno per poi riportarsi intorno all’1,5 nel 2015”. Tuttavia, “il rischio di una deflazione generalizzata resta nel complesso modesto, ma il calo dell’inflazione potrebbe essere più accentuato e persistente di quanto prefigurato, specie se la debolezza della domanda si riflettesse sulle aspettative”.

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