Si è svolta nei giorni scorsi, presso il Centro diurno “Il Melograno”, una assemblea sindacale dedicata alla Azienda Speciale Terracina. Il confronto – come riferito in un comunicato firmato da Raffaele Paciocca (Segretario Cisl Fp Latina) e Leopoldo Gagliardi (Coordinatore Terzo Settore) – è stato descritto come “partecipatissimo e plebiscitario”, con un’attenzione particolare sui temi affrontati in apertura.
La sentenza del Giudice del Lavoro: condanna al pagamento di 24.598,22 euro
Nel corso dell’assemblea è stata illustrata una sentenza del Giudice del Lavoro che ha condannato l’Azienda Speciale Terracina al pagamento di 24.598,22 euro per differenze retributive in favore di un lavoratore. Secondo quanto riportato nel comunicato, il dipendente aveva avanzato nel tempo una richiesta formale di riconoscimento dell’avanzamento di livello a seguito di un mutamento delle mansioni svolte.
Il segretario provinciale Raffaele Paciocca, sempre secondo la nota, ha spiegato le motivazioni che avrebbero portato alla decisione, definendola legittima e fondata sul rispetto dei diritti del lavoratore in materia di inquadramento professionale.
Le criticità evidenziate: divulgazione, interpretazioni e riferimento a un CCNL diverso
Nel comunicato viene però indicata una diversa valutazione su come il provvedimento giudiziario sarebbe stato divulgato e interpretato pubblicamente. La nota segnala inoltre perplessità in merito al fatto che l’avanzamento di livello sarebbe stato riparametrato facendo riferimento a un CCNL diverso e non di settore, per ragioni indicate come non chiaramente esplicitate.
Il richiamo alla Corte dei Conti Lazio e la “natura giuridica” dell’ente
Durante l’assemblea è stata richiamata anche una pronuncia della Corte dei Conti del Lazio (68/2023), citata nel comunicato per ribadire la natura giuridica dell’Azienda Speciale di Terracina, definita “incontestabilmente rientrante nell’alveo degli enti pubblici” e come “vera e propria articolazione della Pubblica Amministrazione”.
“Inter partes” e giudicati contrastanti: l’ipotesi Cassazione
Nel testo viene espressa preoccupazione per una rappresentazione pubblica della sentenza che avrebbe generato una “sovrapposizione di effetti”: da un lato, perché gli effetti sarebbero “inter partes”; dall’altro, perché – sempre secondo il comunicato – non sarebbero definitivi sulla natura giuridica dell’Azienda speciale rispetto al precedente giudicato del giudice “giuscontabile”.
In presenza di giudicati opposti e contraddittori, il comunicato sostiene che sarebbe opportuno rivolgersi alla Corte di Cassazione per ottenere una pronuncia “definitiva” capace di orientare le decisioni dei tribunali.
Clima di incertezza e possibile stato di agitazione
Secondo quanto riportato, in assemblea sarebbe emerso un diffuso clima di incertezza sul futuro lavorativo all’interno dell’Azienda, alimentato da prese di posizione che avrebbero ricondotto la sentenza a un effetto generalizzato e automatico sull’intero personale, generando confusione e preoccupazione.
Alla luce di quanto emerso, l’assemblea – si legge nel comunicato – avrebbe deliberato l’eventuale avvio dello stato di agitazione come segnale volto a richiamare l’attenzione sulle criticità e sulla necessità di certezze, tutele e trasparenza.
La richiesta: confronto trasparente e un impianto contrattuale coerente
Il documento conclude chiedendo di riportare il confronto su un piano di correttezza e trasparenza, evitando letture definite distorte o strumentali che possano alimentare ulteriori tensioni. Viene inoltre ribadita l’esigenza di un impianto contrattuale solido e coerente, con tutele idonee per personale che svolge funzioni di natura sociale e pienamente riconducibile a un CCNL pubblico come quello delle Funzioni locali.





