giovedì 8 Dicembre 2022

Aviointeriors, il dramma degli operai: “Azienda inattendibile, non fateci diventare una nuova Midal”

di Redazione – “Non lasciateci soli. Non fateci diventare un’altra Midal”. Così si appellano alle autorità gli operai di Aviointeriors al termine di una lettera in cui tornano a chiedere attenzione. Il coordinamento dei lavoratori dello stabilimento di Latina Scalo ha accusato nuovamente il management di essere inattendibile verso i dipendenti e verso le istituzioni. Nonostante l’accordo sottoscritto in prefettura “I dipendenti si sono trovati accreditati in media circa 350 euro. Una cifra che sembra essere uno schiaffo in pieno viso a chi vive di stipendio e deve rendere conto alla propria famiglia.”, lamentano gli operai. Alla richiesta di spiegazioni la risposta è stata la solita che i dipendenti non vogliono rassegnarsi a sentire: l’azienda è in crisi e i soldi mancano. Inoltre “L’amministratore delegato, forse volendo dar prova di essere di polso ma dimostrandosi una volta di più di essere solo una pedina manovrata da una longa manus, si è profuso in irrealistiche promesse di andare a recuperare personalmente soldi da clienti insolventi.” Poi il coordinamento si lascia andare anche all’ironia: “Se non fosse irritante, sarebbe quasi comico.”

Eppure, proseguono i lavoratori nella lettera, l’Aviointeriors avrebbe fatturato solo nel 2013 ben 45 milioni di euro, sufficienti per pagare le spese e fare utili. Eppure, spiegano i lavoratori “Questi soldi non li incassa direttamente Aviointeriors ma la Alven che, guarda caso, oggi ha cambiato denominazione ed è diventata SFIM. – precisano i lavoratori – Ovvero un salvadanaio a disposizione della proprietà che smista i soldi in base alle sue esigenze e ai suoi capricci.”

L’accusa all’imprenditore Veneruso che detiene Aviointeriors è quella di essere come un anziano che nasconde i soldi sotto al materasso: “Paga solo se incassa non assumendosi alcun rischio. E se non incassa, non paga, punta i piedi e sbraita. Minaccia e umilia chi lavora per lui. Quasi come se il lavoratore fosse un nemico da abbattere.” Il risultato di questo atteggiamento è stato quello di sfiancare i lavoratori che dicono di aver perso gli stimoli per lavorare. Il dubbio esternato nella lettera del coordinamento è che “Mentre la sua azienda piange, mentre i suoi lavoratori devono fare i conti su come pagare un mutuo con 300 euro, lui non si presenta. Si nasconde? O si gode forse i soldi dei suoi dipendenti in qualche lido straniero?”.

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