Natale è ormai entrato nel vivo.

Questo è il periodo in cui si sta in famiglia e Latina e la sua provincia, i suoi cittadini, sono la nostra.

Una famiglia che ogni giorno diventa più grande, che segue con attenzione quello che scriviamo, che ci contesta, che ci sostiene, che ci ama o non condivide.

Che evita quelle mezze misure che non servono a nessuno perché non si può vivere di zone grigie quando si sceglie di scrivere e di fare informazione o comunicazione.

Serve raccontare soprattutto quando è più difficile e più scomodo ed è quello che facciamo ogni giorno con l’entusiasmo di sempre da oltre sei anni.

A Latina rivolgiamo il nostro augurio non solo di buon Natale ma anche per un anno nuovo che possa vederla diventare più grande e più bella.

Senza quegli infingimenti che a noi di Latinaquotidiano.it non piacciono e non piaceranno mai.

In questi giorni abbiamo visto tante novità, o meglio, tanti tagli del nastro di progetti realizzati e di progetti pronti ad entrare in cantiere.

Abbiamo visto l’alta diagnostica entrare all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, abbiamo assistito all’approvazione di importanti iniziative come quella che riguarda la realizzazione di una Casa della Musica e della ristrutturazione del garage Ruspi.

Abbiamo parlato di quello che diventerà l’ex cinema Giacomini e di quel mercato in stile europeo che abiterà nell’ex mercato annonario di via Don Morosini.

Abbiamo sentito il primo cittadino dire che Latina domani sarà una grande città universitaria.

Ma non abbiamo sentito nessuno, Coletta in primis, dire che tutte queste iniziative non sono frutto della visione che Latina bene comune ha della città.

Sono figlie della progettualità di quelli che c’erano prima, dei Vincenzo Zaccheo, dei Claudio Moscardelli in Regione con il Pd, di quelle amministrazioni di centrodestra non infallibili ma che hanno tentato di dare alla città un’anima ed una identità.

Latina per  crescere ha bisogno ancora di fare tanta strada. Una strada che sarà lastricata di ostacoli, di nuove cadute ma che non potrà mai essere percorsa se non si comincerà a governare il capoluogo di provincia almeno con l’onestà intellettuale che merita.