venerdì 7 Ottobre 2022

Ancora in corso l’attacco hacker alla regione Lazio: bloccate le prenotazioni per il vaccino

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa di Torino, arriva dall’estero il violento attacco hacker, in corso da almeno 24 ore, che ha avuto come bersaglio il Ced (centro elaborazione dati) della Regione Lazio, col risultato di disattivare poi anche quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale.

Per ora solo questo è certo in merito all’azione che ha bloccato il Ced della regione, almeno stando alle prime risultanze delle indagini condotte dalla polizia postale. Anche se resta ancora da circoscrivere l’area geografica da cui sono partiti i malware che hanno infettato i server regionali.

Ma quali danni sta provocando questo attacco. Anzitutto restano ancora bloccate le prenotazioni per il vaccino nel Lazio. Gli hacker, che sarebbero ancora all’interno del sistema, si sarebbero infiltrati nel sistema entrando nel profilo di un amministratore di rete e attivando il cosiddetto “cryptolocker”, che cripta i dati. Ad essere bloccati sarebbero quindi tutti i file del Centro Elaborazione Dati. Inoltre la polizia postale  sta indagando anche su una per ora misteriosa richiesta di riscatto da pagare in bitcoin…

“Si tratta di un attacco senza precedenti- scrivono i colleghi de La Stampa – Sulla vicenda il presidente del Copasir – Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica – ha chiesto informazioni al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, ovvero gli 007 italiani. Ma al lavoro ci sono anche la polizia postale che, d’intesa con la Procura di Roma, ha avviato accertamenti ed è impegnata anche attraverso il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche”.

“Questa mattina gli investigatori della Postale si sono nuovamente recati nella sede della Regione Lazio – e in particolare nella palazzina C dove si trova il Ced – per acquisire documentazione, ma anche supporti informatici per approfondire gli accertamenti sul caso. Da capire come gli hacker siano entrati in azione e se davvero dietro di loro ci sia la mano di movimenti no vax, anche di carattere internazionale, che hanno approfittato di un’evidente falla del sistema informatico della regione. Perché non solo il crypto locker utilizzato ha reso inutilizzabili i dati di milioni di persone, ma lo stesso è stato fatto anche con quelli presenti nel backup effettuato in automatico al momento dell’attacco, al punto che non si esclude che il virus si trovi proprio all’interno delle copie di sicurezza del sistema”.

Maurizio Bindotti
Maurizio Bindotti, laureato in discipline giuridiche con un master in giornalismo multimediale. Ha avuto diverse esperienze nelle redazioni di media digitali appassionandosi di cronaca.

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