Il sostituto procuratore Luigia Spinelli

Una persona molto vicina all’avvocato Paolo Censi si sfoga subito dopo il suicidio con un’amica e parla del patrimonio di Paola Cavicchi, arrestata nell’ambito dell’operazione Arpalo. Gli inquirenti hanno più volte sottolineato che i redditi degli indagati non potessero essere il frutto delle loro attività. E le parole intercettate sono emblematiche.

“Mi ha detto (Paolo Censi, ndr), sono stanco ho tanto lavorato, questi mi dovrebbero pagare dì più e io gli ho detto è un’inchiesta grossa ti pagheranno più avanti. Evidentemente si era accorto che questo giro era mostruoso ( … ) Paola (Cavicchi, sempre secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, ndr) chiaramente c’ha la sua villa grandiosa. Ti lascio immaginare perché c’ha la villa grandiosa. Perché Paolo a me qualcosa me l’ha detto, ma questa è gente che fa successo nella vita. E bisogna delinquere”.

Gli elementi raccolti dalla Procura, indipendentemente dalla telefonata, davano riscontro all’ipotesi sempre più concreta che “dietro alle società anonime elvetiche con cui si finanziavano le immobiliari pontine – si può leggere nell’ordinanza del giudice Laura Campoli – vi fossero Paola Cavicchi, Fabrizio Colletti e Pasquale Maietta, e che i patrimoni detenuti all’estero fossero frutto di attività illecita”.

Per questo gli investigatori chiedono e ottengono la rogatoria dall’autorità giudiziaria elvetica “a distanza di pochi giorni dal 23.12.15”, consentendo di procedere nel febbraio 2016 alla perquisizione della SMC trust, con sequestro dei dossier cliente e della documentazione completa relativa alla gestione delle quattro società anonime e l’acquisizione della documentazione bancaria relativa ai conti correnti delle imprese elvetiche da cui erano originati i flussi finanziari sulle società latinensi. L’indagine fu poi completata con una seconda rogatoria sulle altre tre società elvetiche.