lunedì 30 Gennaio 2023

Aree per l’edilizia pubblica, Di Rubbo minaccia le dimissioni e le cooperative chiedono parità

Di Redazione – Maggioranza e opposizione tornano a scontrarsi sulla questione dell’assegnazione delle aree per l’edilizia residenziale pubblica. Il PD infatti non accetta che le cooperative siano state escluse dall’assegnazione, e tutte le aree sarebbero state destinate a imprenditori privati. Si è tentato di discutere in Commissione Urbanistica alla presenza dei rappresentanti delle cooperative, ma l’incontro non ha prodotto alcun esito. L’assessore Giuseppe Di Rubbo infatti ha preferito parlarne separatamente con la maggioranza, e non ha mostrato volontà di retrocedere. Secondo indiscrezioni sarebbe arrivato addirittura a minacciare le dimissioni se la delibera non sarà approvata così com’è stata concepita.

Di Rubbo, intervistato dal Corriere di Latina, ha scaricato tutte le responsabilità sulla Regione Lazio, l’ente che avrebbe stilato le graduatorie di assegnazione. “Non siamo stati noi, dunque, a decidere a chi assegnare le aree anche se, ci tengo a precisarlo, questo criterio non penalizza nessuno visto che, per i 650 appartamenti disponibili, tutti avranno la loro fetta, compreso le cooperative”, ha spiegato l’assessore. Di Rubbo ha anche aggiunto che per ora sono state assegnate solo 4 aree delle 27 disponibili. Tra queste anche l’area ex Svar, a quanto pare la più ambita, su cui, precisa Di Rubbo, le cooperative hanno giocato un ruolo di primo piano. “Per questo la polemica non ha alcuna ragione di esistere. C’è spazio per tutti, daremo le aree disponibili a tutti senza alcuna preclusione”, ha concluso l’assessore.

Le cooperative non ci stanno. In un documento inviato al comune le 7 società in questione lamentano di non essere state trattate al pari degli imprenditori privati. E lanciano il sospetto che sia stato un gruppo di non meglio imprecisati imprenditori ad influenzare le decisioni dell’Amministrazione Comunale. La conseguenza diretta di tutto questo sarà che i soci delle cooperative saranno costretti a comprare case a prezzi maggiori da costruttori privati quando avrebbero diritto a comprarle a prezzi calmierati dalla cooperativa a cui appartengono. “Tutto ciò pare avere una certa coerenza con un contesto politico in cui da anni nessuno spazio è concesso all’edilizia agevolata”, è l’amara conclusione delle cooperative.

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