Un’autentica mazzata quella arrivata questa mattina dalla Corte di Cassazione per il comune di Aprilia.
E’ stata infatti confermata la sentenza della Corte d’Appello che condanna il Comune di Aprilia ad un mostruoso risarcimento di oltre 22 milioni di euro (tra interessi e rivalutazione) sul lodo Aser. Una sentenza, questa, che potrebbe mandare il comune in default…
La sentenza, pubblicata il 16 maggio, ha rigettato il ricorso del comune che nel 2016 si era opposto al pronunciamento di secondo grado che riconosceva a Aser-Tributi Italia (ora in amministrazione controllata) un pagamento da 15 milioni di euro. Al Comune, infatti, venivano addebitati “plurimi inadempimenti” rispetto alla convenzione stipulata tra le parti nel 2003.
L’amministrazione comunale aveva scelto la via dell’inammissibilità del ricorso per un difetto di giurisdizione, asserendo che fosse la Corte dei Conti a doversi esprimere. La Cassazione ha invece stabilito che “La Corte dei Conti si è già pronunciata sull’azione di responsabilità erariale promossa dal Comune contro le società intimate”.
La collettività, quindi, è stata condannata al pagamento di una cifra che si aggira, tutto compreso, tra i 22 ed i 24 milioni di euro. Una spesa talmente ingente che è impossibile da coprire in sede di bilancio comunale.
A questo punto della vicenda bisognerà vedere se il commissario liquidatore di Tributi Italia accetterà di compensare questo debito con il credito che il comune vanta, nei suoi confronti, di 48 milioni di euro circa. Qualora non accadesse, il comune rischia seriamente di dover dichiarare il dissesto finanziario.





