Deve essere un problema che fa vivere notti insonni ai sindaci cosiddetti civici.

Una mania che accomuna il sindaco di latina a quello di Formia, passando per Sabaudia ed arrivando ad Aprilia.

E’ l’incubo di quelli che c’erano prima diventati ormai l’altare su cui giustificare le proprie inefficienze.

Eppure ad Aprilia, considerato che Terra è al secondo mandato, “quelli che c’erano prima” è lui.

Anche nei casi più recenti, ovvero il ritardo di “appena” sei anni nell’avvio dei lavori del palazzetto dello sport o l’autorizzazione del parco fotovoltaico a Casalazzara, invasivo quanto basta per mettere in allarme la comunità che si vede così defraudata di ettari di terreno coltivabile, per il sindaco di Aprilia è colpa di qualcun altro.

“Il sindaco non fa mai autocritica, tanto meno – interviene il consigliere comunale e provinciale, Domenico Vulcano – pensare ad assumersi qualche responsabilità ed eventualmente chiedere scusa. Anche nel caso della stangata Tari, della perdita dei finanziamenti regionali utili alla biblioteca comunale, alla riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità e per la gestione degli asili comunali, della mancata partecipazione all’asta per acquisire a patrimonio pubblico il Teatro Europa, dell’asfalto a singhiozzo per le strade, dell’arrivo dei rifiuti dal Comune di Roma, e gli esempi potrebbero continuare per ore”.

Una lista lunghissima di addebiti e responsabilità, addossate ad altri, che non sta più in piedi.

Antonio Terra è stato, infatti, assessore all’urbanistica dal 2002 al 2005, vicesindaco e assessore ancora all’urbanistica dal 2009 al 2012 ed in seguito sindaco ininterrottamente fino ad oggi.

“Al contrario delle sue dichiarazioni di facciata, a noi sembra che il sindaco abbia preso le più importanti decisioni di Aprilia degli ultimi anni ed oggi, se finge di cascare dalle nuvole di fronte ad un problema, la realtà è ben diversa. È tempo che Antonio Terra inizi ad assumersi qualche responsabilità. È tempo che – continua Vulcano – prenda atto e riconosca il suo malgoverno e, per onestà intellettuale, addebiti a se stesso le cause del fallimento di questa esperienza amministrativa”.

Intanto, una domanda si aggira per Aprilia.

A fronte di tanta inerzia, cosa devono attendersi i cittadini al ritorno dalle ferie a settembre?

“Abbiamo paura che l’unica “novità” sia l’ennesima stangata fiscale per i cittadini, con lo spauracchio dell’aumento al massimo delle aliquote Irpef comunale – conclude Vucano –  per far quadrare i conti di un bilancio che traballa proprio come le poltrone di alcuni assessori”.