Aprilia, sequestro ex Kyklos ora Acea: due indagati. Aurigemma: “Immobilismo di Zingaretti”

Il sequestro della Kyklos da parte dei carabinieri forestale

Due sono le persone indagate per gli odori nauseabondi provenienti, secondo il pubblico ministero Luigia Spinelli, dall’impianto Acea Ambiente, ex Kyklos, di Aprilia. Il presidente del consiglio di amministrazione della società, Giovanni Vivarelli e il procuratore della società Daniele Cecili, responsabile tecnico della sede operativa di Aprilia.

Le indagini, affidate dal pm ai carabinieri forestali del Nipaf di Latina, sono partite da diverse denunce presentate da privati per le esalazioni maleodoranti insopportabili provenienti dall’impianto di compostaggio.  Il complesso industriale, secondo gli accertamenti, avrebbe almeno dal 2016, continuato a emettere miasmi. L’Arpa Lazio, dopo la richiesta di ispezione della Regione Lazio, aveva più volte svolto accertamenti nel 2016. Furono rilevate emissioni odorigene e anche le criticità dell’impianto, come ad esempio il conferimento nella vasca di miscelazione avveniva a porte aperte. O anche lo stoccaggio del prodotto finito all’esterno, mentre la società stava provvedendo alla realizzazione di un capannone e la gestione del sistema di aspirazione e abbattimento delle arie esauste. Dopo tanti mesi la situazione non è cambiata e così è stato disposto il sequestro.

Sul caso è intervenuto il capogruppo di Forza Italia della Regione Lazio, Antonello Aurigemma: “Apprendiamo della notizia del sequestro dell’impianto ex Kyklos di Aprilia, di proprietà di Acea Ambiente, da parte dei carabinieri del Nipaf di Latina. Da tempo insieme al Comitato ‘No miasmi’ e al consigliere di Nettuno Claudio Dell’Uomo avevamo manifestato le criticità e i pesanti disagi, dovuti principalmente agli odori nauseabondi, subiti dai cittadini di Aprilia e da quelli di Nettuno, presentando anche interrogazioni sull’argomento. A seguito poi degli incontri con la Regione, che non hanno portato a delle soluzioni concrete, abbiamo presentato degli esposti. E adesso, la solerzia e la capacità dei carabinieri hanno di fatto compensato l’immobilismo del presidente Zingaretti su tale vicenda. Gli eventi odierni confermano la fondatezza delle nostre preoccupazioni, e allo stesso tempo auspichiamo si possa tornare alla normalità, nel rispetto dell’ambiente e dei residenti”.

SHARE