martedì 16 Aprile 2024
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Aprilia, rifiuti tossici interrati in una cava dismessa: 22 arresti – VIDEO

Rifiuti tossici interrati in una cava dismessa di Aprilia senza autorizzazioni. È quello che ha scoperto la polizia coordina nata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma: l’inchiesta ha portato a 22 arresti. La gestione dei rifiuti è complessa e costosa e qualcuno pensa bene di disfarsene senza nessuna preoccupazione per l’ambiente circostante e per la salute dei suoi residenti.

L’operazione della Polizia di Stato nel Comune di Aprilia è in corso da questa mattina. Sono stati eseguiti 22 provvedimenti restrittivi richiesti dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed emessi dal gip del Tribunale di Roma. Gli arrestati sono accusati a vario titolo, di far parte di un’associazione dedita al traffico illecito di rifiuti pericolosi. Gli accertamenti sono stati avviati nel 2016 quando gli inquirenti hanno capito che nella cava di pozzolana dismessa da anni probabilmente “sparivano” sostanze pericolose. I rifiuti arrivavano con i camion anche nelle ore notturne e poi venivano interrati.

In corso anche un sequestro di beni a carico degli indagati. Grazie all’uso di sistemi di videosorveglianza e intercettazioni si è scoperto un intenso traffico di veicoli pesanti che, anche in orario notturno, trasportavano illegalmente rifiuti tossici che venivano immediatamente interrati con pale meccaniche. Le indagini condotte dai poliziotti del Servizio Centrale Operativo, della Squadra mobile di Latina e della Polizia Stradale di Aprilia, hanno, altresì, consentito di delineare che al centro della filiera illecita vi erano un 53enne romano e il figlio 22enne. Indagati numerosi imprenditori delle province di Roma e Latina, molti dei quali operanti nel settore del recupero e dello smaltimento dei rifiuti. Sono state anche sequestrate alcune società, quote societarie, fabbricati ad uso civile ed industriale e terreni per svariati milioni di euro.

Una seconda discarica, questa volta di rifiuti pericolosi, dovrà essere ora bonificata sul territorio di Aprilia, oltre quella della Paguro. Un danno prima di tutto ambientale, ma anche economico che graverà, molto probabilmente, di nuovo sulle spalle dei cittadini. Una preoccupazione in più per l’amministrazione comunale e per tutti i residenti.

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