L'avvocato Ciro Perrelli

Si avviano verso la conclusione le indagini sul cittadino marocchino morto dopo un inseguimento (in molti hanno detto una ronda) ad Aprilia nel luglio scorso. Intanto questa mattina è sceso da Milano l’avvocato Ciro Perrelli, insieme al collega Antonio Giambrone e a Marco Matarazzo per depositare in Procura la richiesta di costituzione di parte civile per la famiglia della vittima.

La madre e la sorella di Hady Zaitouni vivono in Francia e qui hanno contattato l’avvocato (iscritto anche al foro di Parigi) per seguire il procedimento penale. “In questo momento – ha detto l’avvocato Perrelli – la nostra attività è di supporto a quella della Procura della Repubblica di Latina per poter accertare la verità dei fatti, quindi per la raccolta degli elementi di prova”.

“Al momento il fascicolo è secretato – ha spiegato il professore – ma posso dire già da ora che quando è stato seguito il 43enne non stava commettendo nessun reato. Era a bordo di un’auto che non è risultata rubata e non si può certo fare un processo alle intenzioni”.

Dall’autopsia era emerso che il giovane sarebbe morto per una concausa tra l’incidente stradale – inseguito aveva perso il controllo della vettura ed era finito contro un muretto – e l’aggressione. Presto potrebbe arrivare la conclusione delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano, e contestualmente la richiesta di rinvio a giudizio per quelli che dovrebbero essere 3 indagati, tra cui la guardia giurata Giovanni Trupo.

La morte di Hady Zaitouni aveva scosso la cittadina di Aprilia la notte tra il 29 ed il 30 luglio 2018. Sospettato di essere un ladro, è stato prima seguito a distanza, poi inseguito e quando la sua auto è finita fuori strada sarebbe stato raggiunto e picchiato. Gli indagati si sono sempre difesi dicendo che non c’è stato nessun pestaggio.