martedì 28 Maggio 2024
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Aprilia, la politica contro le discariche ma il monopolio è sempre più forte

Durante la riunione che si è svolta qualche giorno fa ad Aprilia, nella quale i comitati e le associazioni contro la discarica a Casalazzara hanno spiegato ai cittadini le ragioni del no alla società Ecosicura, nessuno avrebbe evidenziato il fatto più importante. Vale a dire che la Ecosicura è legata, come già più volte detto, al gruppo Cerroni e che se riuscisse a far passare questo progetto e ad accaparrarsi anche borgo Montello, il suo monopolio continuerebbe per almeno altri 20 anni.

Grazie alla 199/2016 – la possibilità di riaprire discariche ormai piene in caso di emergenza – potrebbe rimettere in funzione la discarica di Latina e, con un’altro sito di conferimento, avrebbe la possibilità di ritirare praticamente tutti i rifiuti del Lazio. Ecosicura, che ha infatti eguagliato la offerta di Paguro per la maggior parte delle quote della discarica di borgo Montello, è legata all’imprenditore Cerroni. Nonostante problemi giudiziari e interdizioni continua a gestire i rifiuti nella regione Lazio e non solo, a sfruttare le discariche senza mai avviare la bonifica dei siti inquinati, e a guadagnare anche grazie a una mancata pianificazione di un sistema diverso e integrato di trattamento e smaltimento (a cui ci obbliga però l’Unione europea).

Tanti cittadini, ma anche tanti politici, durante la riunione, si sono fermati alle richieste formali: lo stesso Comune di Aprilia ha inviato un documento dove ragiona più su date e formalismi che altro. Nessuno ha fatto cenno al fatto che dietro la Ecosicura ci sia proprio Cerroni. Un trattamento diverso rispetto a quello subito da Paguro, società controllata da Rida Ambiente il cui amministratore è però incensurato.

Mentre i cittadini parlano di Ecosicura infatti la politica, con Carmen Porcelli, torna ad attaccare Rida e i mancati benefit. Contenzioso in atto con Rida che ha già dimostrato di aver comunque versato 3 milioni di euro che non sono stati utilizzati per il quartiere Sacida.

La politica tace, o glissa, su Cerroni: sia per Aprilia sia per borgo Montello (che ancora non si sa se formalmente andrà alla Systema Ambiente). Eppure guai con la giustizia le aziende riconducibili alla Ecosicura ne hanno avuti e in alcuni casi sono anche arrivati alla condanna di primo grado.

A Brescia, nel 2014, il Corpo forestale dello Stato ha portato alla luce irregolarità della Ecoservizi di Buffalora – che smaltisce oltre il 30 per cento delle polveri di abbattimento (quelle leggere) provenienti da tutti gli inceneritori d’Italia – lo smaltimento irregolare di sostanze dal potenziale cancerogeno. Tra le numerose violazioni all’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) perpetrate dalla ditta, sarebbero emerse le inosservanze alle prescrizioni dei rifiuti in entrata, un’omessa trasparenza delle procedure, il superamento della soglia del 30 per cento relativamente al quantitativo di rifiuti pericolosi trattabili autorizzati, la mancanza delle prescrizioni per i controlli degli scarichi nei corpi idrici superficiali e l’omesso controllo di alcuni parametri per lo scarico nella fognatura, tra cui la presenza di pesticidi, solventi organici e idrocarburi. Di particolare gravità è stata la prassi di miscelazione di rifiuti pericolosi al fine di consentire il rientro nei parametri di legge. Le indagini della Forestale, con il supporto dell’Arpa Brescia proseguono.

Nel febbraio 2015 invece all’interno della Formica Ambiente ci sono state nove condanne, due assoluzioni e il dissequestro della discarica. Così è finito il primo capitolo giudiziario del processo per traffico illecito di rifiuti tossico-nocivi nella discarica di Formica Ambiente, nelle campagne tra Brindisi e San Vito dei Normanni. Diversi i capi di imputazione, oltre al traffico illecito, anche la corruzione e per alcuni rivelazione del segreto istruttorio.

Nel marzo del 2018 altra tegola per Manlio Cerroni: viene indagato il ras di Malagrotta per un’evasione fiscale da quasi sei milioni di euro relativa alla dichiarazione dei redditi del 2010 del Consorzio Colari, di cui era amministratore legale. La procura ne ha chiesto il rinvio a giudizio insieme al suo braccio destro di sempre, l’ingegner Francesco Rando, titolare della E. Giovi, la società che gestisce gli impianti di Malagrotta.

Nonostante tutto questo però la politica sembra tiepida e lascia così ampio margine al settore rifiuti della Regione Lazio, la cui dirigente, Tosini, subito dopo la rielezione di Zingaretti, con la politica impegnata a riorganizzare il governo della Regione, ha già fatto passi importanti in favore di Cerroni. Ad esempio concedendo a Pomezia, senza riapertura di procedura di valutazione di impatto ambientale, il progetto di modifica dell’impianto di stoccaggio e trattamento di rottami metallici, nello stabilimento gestito dalla Service Lazio, società creata nel 2008 dall’imprenditore Foglieni in partecipazione paritetica con il gruppo Cerroni che ora avrà spazio per alte 82mila tonnellate di rifiuti.

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