sabato 26 Novembre 2022

Coletta alle opposizioni prima del consiglio comunale: ‘Diamoci almeno 6 mesi di tempo’

Un appello all’unità per il bene della città. Questo quanto andato in onda ieri sera sul canale facebook del sindaco di Latina Damiano Coletta che, alla vigilia del primo consiglio comunale post elettorale (questa sera alle ore 18), ha voluto giocarsi un’ultima, disperata, carta per cercare di salvare il salvabile.

Come noto, infatti, i partiti del centrodestra di Latina hanno più volte sottolineato come, questa sera durante il consiglio comunale appunto, sfiduceranno il sindaco. Questo porterà alla caduta del primo cittadino, all’insediamento di un commissario prefettizio ed a nuove elezioni, da tenersi probabilmente a primavera.

Nel suo messaggio ai cittadini, il sindaco ha chiesto a chi vuole mandarlo a casa una ‘tregua’ di sei mesi, visto che ci sono ‘scadenze improrogabili che hanno bisogno di prese di posizione politiche’.

Che i consiglieri comunali del centrodestra di Latina, ricompattato dall’affermazione della coalizione alle elezioni politiche, vogliano far cadere questa giunta pare fatto ormai assodato. Da decidere il come. Prima di tutto bisogna che in consiglio comunale, convocato per le 18, avvenga la convalida degli eletti e il giuramento del sindaco. Se sindaco e consiglieri non entrano in carica, ovviamente, non possono dimettersi. Quindi l’ordine del giorno prevede l’elezione del presidente del Consiglio comunale, la formalizzazione dei gruppi consiliari e capigruppo, l’elezione della commissione elettorale. Ma a quanto pare, dopo la convalida degli eletti il centrodestra si alzerà e abbandonerà l’aula. Probabilmente per andare subito a dimettersi dal notaio.

La modalità, infatti, non è stata ancora decisa. Sono in corso incontri per decidere ma appare ormai scontato che, a meno di clamorosi colpi di teatro, questa maggioranza abbia le ore contate.

Da qui l’appello via social del sindaco di ieri sera. Un discorso nel quale Coletta ha fatto il solito richiamo sportivo dicendo che, da capitano, non si è mai tirato indietro: “Ho anche pensato di dimettermi, ma non è nel mio costume lasciare le cose a metà”.

Poi l’appello fatto alle forze di opposizione, ovvero di concedere a questa amministrazione sei mesi di tempo per affrontare le questioni più urgenti. “Il risultato elettorale – ha detto coletta – va rispettato, rappresentiamo entrambi due fette importanti della città, il sindaco è di tutti, come i consiglieri. E non possiamo permetterci una fase di stallo, perché il commissario svolge l’ordinario, ma per tante cose serve la scelta politica”.

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