lunedì 17 Gennaio 2022

Antonio Fabrizio: creare una startup vuol dire credere e investire “full time” nei propri sogni

Inizia oggi una rubrica dedicata ai Talenti pontini, le eccellenze che si sono distinte nel proprio settore e hanno fatto parlare di sé e di Latina nel mondo. Parliamo degli innovatori, di chi ha avuto un’idea e l’ha sviluppata e si è inventato il proprio lavoro. Vogliamo raccontare le loro storie, i loro percorsi, come sono arrivati al successo e cosa hanno da dire a chi vuole, come loro, distinguersi.

di Giusy Cavallo – Antonio Fabrizio ha 35 anni e la sua prima azienda l’ha aperta a 21, quando lascia gli studi in ingegneria informatica per dedicarsi al suo progetto. Perché una delle regole dello startupper è “essere full time” e lui su FaStyle, startup fondata nel 2013 con un team di altre 3 persone (perché un’altra regola è “crea un team forte, meglio piccolo ma di fenomeni”), ci ha lavorato anche 20 ore su 24 diviso tra Londra e Latina, ricerca di capitali e sviluppo del progetto, senza mai trascurare la sue tre figlie. Seduti in un bar, ci ha raccontato la storia di FaStyle, come è nata l’idea e come l’ha sviluppata, perché è andato a Londra e come ha superato i momenti di sconforto sempre ricordando che la prima regola in assoluto dello startupper gliel’ha insegnata Tiffany Norwood, imprenditrice ed investitrice americana che si può definire una guru del settore: “non opprimere mai i sogni, ma allena la mente a sognare”.

FaStyle, l’App che consente di prenotare un qualunque trattamento di bellezza direttamente dal proprio smartphone, tablet o pc, nasce solo due anni fa, ma ha già una lunga storia che Antonio ci ha raccontato con molta passione. Ne è venuta fuori un’intervista lunga, che forse poco si addice ai tempi di lettura sul web, ma che non abbiamo voluto tagliare perché, anche quando il discorso può sembrare troppo tecnico o che si dilunghi in particolari poco rilevanti, siamo convinti che possa essere stimolo e ispirazione per chi vuole realizzare qualcosa di innovativo ma non sa come. E anche perché, come ci ha insegnato Antonio, “uno dei segreti principali delle startup è quello di condividere la propria storia“.

Comunque, per facilitare la lettura, abbiamo deciso di dividere l’intervista in tre parti IDEA E SVILUPPO DELLA STARTUP, RICERCA DEGLI INVESTITORI E COME DIVENTARE UNO STARTUPPER.

Antonio, come nasce l’idea di FaStyle?

Parliamo di fine 2013, io ero già manager europe di Lovendoperte, una società che avevo fondato nel 2007, mi occupavo dello sviluppo europeo dei negozi fisici di eBay, in quel periodo cercavo qualcosa di nuovo, di più stimolante perché ormai il mio lavoro era diventata una routine. Una sera venne a cena da me mia cognata, che fa l’estetista, e propose a me e a mia moglie se le davamo una mano ad aprire un centro estetico.

Tu lavoravi in tutt’altro settore, non ti sei mai interessato del Beauty and Wellness?

Assolutamente no, ma io ancora oggi non ne so niente della bellezza.

E hai scelto comunque di aiutarla?

Si perché lei ci chiese una mano dal punto di vista imprenditoriale per aprire questa attività e noi le abbiamo detto che l’avremmo aiutata senza problemi. Poi, però, d’istinto mi è venuto da chiederle come avrebbe preso gli appuntamenti e cosa avrebbe fatto se veniva un cliente mentre lei era già occupata. Lei mi ha risposto che ovviamente si sarebbe fermata per prendere il nuovo appuntamento o per rispondere al telefono. Così, visto che questo centro estetico doveva essere aperto all’interno della più grande palestra di Latina, mi è venuto in mente di inventare qualcosa per cui gli iscritti avrebbero potuto prenotare i trattamenti magari attraverso un touch screen strisciando la loro tessera. Lei mi ha dato carta bianca, perché questo era il mio settore. Il giorno dopo sono andato dal mio team di Lovendoperte e ho fatto una riunione con un paio di programmatori portando l’esigenza di mia cognata. Evidentemente un’esigenza condivisa perché anche il mio cto dell’epoca mi disse che la moglie parrucchiera aveva lo stesso identico problema. Così abbiamo deciso di inventarci qualcosa insieme.

Da dove siete partiti?

In quel periodo avevo appena finito di leggere un libro che si chiama “The Lean startup”, che insegna un metodo di lavoro più orientato ai fabbisogni del cliente che a quelli dell’azienda. Ho preso la palla al balzo, abbiamo fatto un team sperimentale di 2 persone per fare il Minimo Prodotto Fattibile, che è il primo passo della metodologia Lean, quindi una sorta di test per capire se funziona o no. Dopo due settimane avevamo il primo prototipo, con mia cognata e la moglie del Cto abbiamo approfondito i vari aspetti e le metodologie del loro lavoro e così abbiamo cominciato a costruire il software in base alle loro esigenze. E da lì abbiamo sperimentato il prototipo sulla loro clientela cominciando a raccogliere i primi feedback che, devo dire, sono stati entusiastici. Le persone erano contente di poter prenotare in qualunque momento, ovunque si trovassero e anche quando il centro era chiuso. I vari feedback positivi ci hanno spinto a fare la startup. Io anni prima ero stato in Silicon Valley e mi ero approcciato al mondo delle startup anche se avevo sentito numeri che qui in Italia sono lontani, conoscendo le competenze del team ho pensato che potesse essere l’occasione giusta di fare qualcosa di interessante.

Tu però lavoravi ancora a Lovendoperte?

Sì, io ero ancora preso dal mio principale lavoro, quindi mi sono dato una timeline di sei mesi per poter lasciare il mio vecchio lavoro e scommettere su questa nuova opportunità. E così è stato, non ci ho messo sei mesi, ma otto, però ad ottobre del 2014 in quattro abbiamo fondato FaStyle srls, come startup innovativa con sede a Latina. Eravamo totalmente autofinanziati, con il famoso friend&family, e, da settembre a dicembre del 2014, abbiamo impennato in una maniera allucinante, siamo cresciuti del 500%. Questa abbiamo ritenuto fosse la fase giusta per cominciare a cercare soldi da investitori.

continua a leggere LA RICERCA DEGLI INVESTITORI

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