Antonietta Gargiulo migliora. La psicoterapeuta: “Non dovrà recriminarsi nulla”

Migliorano le condizioni di Antonietta Gargiulo, unica superstite del piano di morte del marito, Luigi Capasso, che è riuscito invece ad uccidere entrambe le loro figlie nella casa di Cisterna. La donna non è più in terapia intensiva ed è stata trasferita nel reparto di chirurgia generale, sempre all’ospedale San Camillo di Roma. È seguita costantemente dai suoi familiari e dagli psicologi del nosocomio.

A parlare del suo percorso psicologico è Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia di Roma ed esponente della Societa’ italiana per lo studio dello stress traumatico (Sisst), che per prima cosa dice: “Non dovrà recriminarsi nulla, non poteva salvare le figlie”.

“È una situazione talmente grave – ha spiegato Di Renzo – che esigerà rispetto, competenza e attenzione. Occorre un lavoro di equipe mirato e continuativo, e sarà importante l’appoggio della famiglia, della comunità e soprattutto di specialisti che la seguano in maniera continuativa. Non basteranno certo pochi colloqui”.

In molti si sono chiesti il motivo per cui non si è atteso che la donna potesse partecipare al funerale di Alessia e Martina: “Evidentemente bisognava stare attenti alle condizioni di salute psicofisica della donna. È un evento in ogni caso talmente traumatico che implica la necessità di garantirle un grande aiuto e tutto il tempo necessario. Di certo, bisognerà attendere che le sue condizioni di salute migliorino”.

Antonietta però non avrà da recriminarsi nulla, poiché il marito ha sparato prima a lei. “Lei è stata realmente impossibilitata dal farlo, anche se è chiaro – aggiunge la psicoterapeuta – che sarà pervasa dai sensi di colpa. È una situazione gravissima, drammatica”.

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