Sono gli eventi traumatici che insegnano ai popoli il vero significato della libertà.

Ci sono state le guerre, il coprifuoco che molti di noi hanno conosciuto solo attraverso il racconto dei nostri nonni.

C’è stata l’impossibilità di muoversi di casa, la paura di muoversi per le bombe che cadevano, inaspettate, dal cielo, di giorno e di notte.

Quelle bombe sono diventate oggi un nemico invisibile, subdolo perchè si insinua nelle nostre case, nelle nostre vite, senza essere annunciate dal suono delle sirene.

Un nemico difficile da spiegare ai nostri bimbi che leggono nei nostri occhi la paura ma non riescono a percepirne la portata.

E’ in loro, in quello sguardo fisso, in quell’abbraccio sul divano, in quelle domande formulate per capire che troviamo e troveremo la forza di rialzarci.

Sono loro, con quella fantasia senza sovrastrutture, che ci stanno dando la forza di reagire.

Loro con quegli arcobaleni disegnati sui fogli, loro con quell’uomo nero disegnato accanto alle nostre case, loro con “andiamo a giocare in giardino papà?” che ci impongono di rispettare le regole per tornare più forti domani.

C’è Angelica, Paolo, Simona, Aurora, Andrea, e tutti i bambini, che con i loro messaggi stanno colorando un mondo che da adulti troppo spesso vediamo nero.

A loro dobbiamo ogni sacrificio, ogni sforzo, ogni rinuncia.

Perchè un domani migliore è possibile e nei loro sguardi sta già rinascendo.