Angela Daniela
Prossedi

Si definisce un autore “diverso”. La sua versatilità sta proprio nel tenere lontano qualsiasi termine di paragone. Marco Isone è uno scrittore che conosce bene quanto sia importante scegliere le parole più adatte per accompagnare il lettore alla ricerca di se stesso.

Nato a Portici, vanta una carriera a 360 gradi nel mondo della scrittura. Negli anni 2012-2013-2015 è tra i finalisti del concorso “Giallo Latina”. Con “Mi-51” nel 2014 raggiunge l’apice del successo. Edito da Project/Leucotea, il romanzo viene presentato alla Fiera Internazionale del libro di Francoforte. Della stessa casa editrice esce, poi, nel 2015 “Alfa e Omega”, che ha ricevuto una menzione d’onore al concorso Sant’Ambrogio di Milano e al Premio Internazionale Città di Sarzana. I riconoscimenti per i suoi lavori non si fermano con il tempo. Nel 2016 viene pubblicato “Emme”, volume con il quale gareggia per il concorso letterario indetto dal Casinò di San Remo. Nel 2017 esce “Genesia”, un testo scritto a quattro mani con Elisabetta Cozzani, che ha partecipato al premio Campiello. Fa seguito la raccolta di poesie “Rose bianche a colazione” e “Perché, amore sia” di Lupi editore.

Docente di “alfabetizzazione economica” presso UPTEL ed UPTER, Marco Isone ha prodotto anche due cortometraggi tratti dai racconti: “Giulia” per la regia di Cristian Antonilli e “Un Bambino Felice” per la regia di Simone Fabiani. Il 29 gennaio 2019 è uscita la sua ultima opera: “Angela Daniela”.

Da dove nasce “Angela Daniela”?

Nasce per gioco, perché un giorno mi sono trovato a pranzare in un ristorante di Prossedi e sono rimasto affascinato dalla storia di quell’osteria. “Angela Daniela” è un’indagine che conduce il lettore alla scoperta della verità. Quando tutto sembra avere un senso, si apre un nuovo fronte così da far naufragare le certezze. E’ un viaggio nella dimensione onirica.

Che tipo di riflessione può cogliere il lettore?

Quella di avere sempre massima attenzione verso ciò che ci circonda. Molto spesso siamo abbandonati alla superficialità e alla non curanza.

Alla sua settima opera, quanto c’è di autobiografico nei romanzi?

Cerco di trarre spunto dalla quotidianità. Oltre al rapporto tra sogno e realtà, mi interessa particolarmente il rispetto della donna. Non è un caso se in “Angela Daniela” intreccio la figura femminile con la figura maschile. Oggi le donne sembrano essere in prima linea esclusivamente per scopi politici. La violenza che ricevono non è solo fisica, ma psicologica. Lascia meno tracce all’esterno, ma all’interno sono presenti profonde ferite. La lettura diventa un antidoto in questi casi. Bisogna ricreare l’assurdo matematico secondo il quale uno più uno risulterebbe sempre uno. La coppia è formata da un solo soggetto, altrimenti ci saranno sempre incomprensioni.

A proposito di matematica, si seguono dei parametri per ottenere un buon livello di scrittura?

Assolutamente. Nei miei scritti non ci sono capitoli e questo comporta uno scrivere in presa diretta che significa non avere dei risultati precisi. E’ un paradosso, ma la matematica è un gioco, come la vita. Viviamo certamente dei momenti veri, relativi ai rapporti interpersonali. Se riuscissimo, però, a comprendere che la realtà non è quella che vediamo ma quella che ci hanno insegnato a vedere, le cose cambierebbero.

Perché i ragazzi, ma anche gli adulti, leggono sempre meno?

Vi sono vari motivi. Il primo è di carattere meteorologico: in Italia le temperature sono miti e quindi si preferisce uscire e dialogare con gli altri. Il secondo è di tipo editoriale: si stampano tanti libri e spesso la qualità è scadente. Il terzo è culturale: nell’insegnamento scolastico si individua una delle cause. I giovani, poi, scrivono poco e male.