di Redazione – Qualche settimana fa la bacchettata della Commissione europea che richiamato l’Italia per “squilibri macroeconomici eccessivi” sottoponendola ad uno “speciale monitoraggio”. Adesso arriva anche l’ammonizione della Banca Centrale Europea, presieduta proprio dall’italiano Mario Draghi, che condanna il nostro Paese per non aver “fatto tangibili progressi rispetto alla raccomandazione della Commissione Ue”.

L’Ue ci aveva già chiesto “ulteriori misure di risanamento per assicurare l’osservanza del Patto di stabilità e crescita (cioè per conseguire l’obiettivo di medio termine di un bilancio strutturale in pareggio nel 2014 e assicurare progressi sufficienti verso il rispetto del criterio per il debito durante la fase di transizione)”, ma non sono stati compiuti passi in avanti in questa direzione.