L’unità del centrodestra per Fratelli d’Italia è un valore irrinunciabile. Se alle imminenti elezioni amministrative in provincia di Latina ciò non sta avvenendo, è perché altri non hanno voluto sentire ragioni”.

Questo il commento del portavoce provinciale di Fratelli d’Italia a Latina, Nicola Calandrini.

Ad oggi l’unica partita aperta resta quella di Terracina.

A Fondi, l’altro Comune chiamato al voto in autunno sul territorio, i giochi sono chiusi. I candidati saranno diversi, il centrodestra andrà in linee sparse tanto che la vera battaglia si giocherà proprio all’interno di questa compagine con diversi candidati, Da Beniamino Maschietto in quota alla continuità e a Forza Italia, Luigi Parisella, per citarne alcuni tutti appartenenti a questa area.Fondi e Terracina partivano da due situazioni speculari, con due amministrazioni di centrodestra uscenti.

“A Fondi – continua Calandrini – Fratelli d’Italia è stata completamente esclusa dalla coalizione che ha scelto di candidare in continuità il sindaco facente funzioni Beniamino Maschietto. I tentativi di dialogare, portati avanti da Fratelli d’Italia a tutti i livelli, sono stati respinti. Non ci siamo persi d’animo, e abbiamo trovato in Giulio Mastrobattista il miglior candidato sindaco che potessimo offrire alla città”.

Diversa la situazione nella città all’ombra del tempio di Giove. Proprio qui le prove di dialogo sembrano complesse ma non archiviate.

Nelle ultime ore a parlare di dialogo è stato il leader della Lega, Claudio Durigon e un appello all’unità, magari nell’ottica di un candidato proveniente da società civile che possa rappresentare una sintesi tra posizioni lontane, dall’ex portavoce cittadino Luca Caringi.

“A Terracina restiamo aperti al confronto con tutte le forze politiche che si riconoscono nel centrodestra. Abbiamo sempre posto due sole condizioni: pari dignità tra i partiti componenti della coalizione, e la necessità di riconoscere la bontà dell’operato dell’attuale amministrazione Procaccini-Tintari, che è sotto gli occhi di tutti. È da questo che bisogna ripartire. Auspico che tutti coloro che credono nell’unità del centrodestra, si adoperino per far sì che a Terracina si possa andare uniti alle prossime elezioni amministrative”.

Il nodo da sciogliere però sembra essere proprio quello della candidatura della Tintari. Ma in politica tutto è possibile e nuove, inaspettate parabole politiche potrebbe ricomporsi all’ultimo momento.

“Al contrario di quanto accaduto a Fondi, noi non chiudiamo e non chiuderemo mai le porte al dialogo, affinché – conclude Calandrini – si arrivi a una soluzione univoca per il bene della città”.