sabato 1 Ottobre 2022

Ambulatori al posto dei punti di primo intervento, Coletta si difende dalle accuse

La trasformazione dei sette punti di primo intervento del territorio pontino in presidi ambulatoriali tiene banco tra le varie fazioni politiche.

Un tira e molla alla ricerca del colpevole di turno, mentre rimane in bilico la salute dei pazienti.

A rispondere alle critiche avanzate da Nicola Calandrini, è Damiano Coletta.

Se il senatore di Fratelli d’Italia individua come capo espiatorio della questione il Pd e il primo cittadino di Latina, quest’ultimo si pone sulle difensive, fornendo la sua versione dei fatti.

“Ci tengo a precisare che il sottoscritto, in qualità di presidente della conferenza locale sociale e sanitaria dei sindaci ha convocato le runioni ristrette dai Comuni interessati – ha ribadito Coletta – alla presenza del direttore generale dell’Asl Giorgio Casati, del direttore aziendale Giuseppe Visconti e dei referenti dell’Ordine dei medici nelle date: 18 ottobre 2018, 25 ottobre 2018, 20 novembre 2018, 15 aprile 2019 e 22 luglio 2019. In tale circostanza, sono stati illustrati i report delle attività notturne dei Ppi. Il meeting del 28 agosto si è organizzato, inoltre, in Provincia per motivi logistici ed era già pianificato l’incontro per lunedì 9 settembre, che farà seguito al precedente con l’assessore regionale Alessio D’Amato del 5 settembre”.

Nel sottolineare che ciò si è verificato tramite confronto democratico, dialettico e costruttivo, al fine di trovare soluzioni funzionali alla soddisfazione dei bisogni degli utenti, Damiano Coletta ha sostenuto che il suo ruolo “è stato e sarà quello di facilitare il perseguimento dell’obiettivo, nel rispetto delle esigenze e delle linee guida scientifiche”.

“Devo purtroppo constatare che l’onorevole Calandrini – ha concluso – è poco informato su un tema molto delicato. Sono convinto che sia nostro dovere risolvere il problema non con divisioni strumentali“.

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