Poco, ma di altissima qualità. E’ il pronostico per la campagna olearia in corso nell’Agro pontino con quantitativi di olio extra vergine ridotti rispetto all’anno precedente, ma con sapori e fragranze che raggiungono livelli d’eccellenza.

Quest’anno la cultivar itrana, cioè la varietà d’oliva più prodotta nel Lazio, soddisfa appieno i requisiti dell’amaro, piccante e fruttato, regalandoci un olio dai forti sentori erbacei e dai profumi intensi.

Sono le caratteristiche che contraddistinguono il nostro oro giallo che, con una bassa acidità e un buon equilibrio, è rinomato, ormai, a livello nazionale e internazionale.

E allora in queste settimane si fa sempre più intenso il viavai nei frantoi della provincia di Latina.

Imprenditori e produttori sono nel pieno della raccolta e della molitura delle olive. Un industrioso lavoro che è iniziato a settembre e che si concluderà nel mese di dicembre.

Tuttavia, a sentire gli agricoltori, la resa è bassa: per alcuni si stima addirittura un 50% in meno rispetto alla precedente campagna olearia.

Il dato è prontamente spiegato e agli occhi di tutti. Sono i cambiamenti climatici e la perdita della cosiddetta stagionalità a creare condizioni difficili e incerte, soprattutto per l’invaiatura delle olive.

Il processo di maturazione dei frutti, osservabile dal viraggio del colore, fatica infatti ad avere il suo corso naturale a causa di fenomeni atmosferici e climatici anomali. Perciò quest’anno, pur essendo state scongiurate e non essendosi verificate grandi criticità causate dalla mosca olearia e dalla xylella, il batterio che rappresenta una vera e propria calamità per i nostri ulivi, risultano, invece, evidenti danni derivati, ad esempio, dalle forti grandinate nei mesi più caldi e dalla siccità, frenata soltanto dalle piogge degli ultimi giorni, di questi mesi autunnali.

Intanto sul mercato pontino c’è un prodotto che sta diventando sempre più presente e ricorrente ed è il cosiddetto olio evo novello.

Prodotto controverso, su cui ci sarebbe da aprire un intero capitolo, non presenta una lavorazione particolare come il vino novello. Si tratta solo di una semplice dicitura che caratterizza la produzione di olio derivante dalle prime raccolte e dalle prime moliture. E come tale, comincia ad essere apprezzato e proposto sulla nostra tavola.