sabato 28 Gennaio 2023

Alta diagnostica, il comitato pro Centro si rivolge alla Corte dei Conti per danno erariale

Il Comitato pro centro alta diagnostica presenta un esposto alla Corte dei Conti sulla vicenda per eventuali danni erariali. Il mandato è stato affidato all’avvocato Toni De Simone,  che ha presentato un atto dovuto a seguito dell’ultima riunione del 20 aprile scorso tenutasi in Comune. In quella sede infatti i sottoscrittori del Protocollo di intesa originario insieme alla Asl di Latina hanno ratificato le modifiche e di fatto la fine del progetto Centro Alta Diagnostica.

Il protocollo originario e vigente prevedeva come unico organismo competente alle modifiche contrattuali il Collegio di Vigilanza, e solo in questa sede la valutazione e discussione delle eventuali modifiche. Più volte richiamato all’attenzione delle parti invece, non si è mai pensato di attivare l’iter adeguato, bensì, come se il Protocollo di Intesa non esistesse, hanno avuto inizio una serie di procedure illegittime che nei fatti hanno cancellato il progetto Centro alta diagnostica, riducendolo ad una semplice donazione di macchinari all’ospedale di Latina da parte di Fondazione Roma Sanità e Ricerca, e provocando a nostro avviso il profilarsi di danni erariali e di conseguenza per la collettività.

Per tale motivo abbiamo invitato la Procura Generale presso la Sezione Regionale del Lazio della Corte dei Conti ad aprire una istruttoria e ad acquisire tutte le informazioni in merito.

I danni erariali ipotizzati nell’esposto riguardano in primo luogo i danni da disservizio: il Comune di Latina ha approvato i progetti per la ristrutturazione, nominato un collaudatore tecnico, effettuato l’affidamento dei lavori con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, inoltre ha impegnato notevoli risorse umane per la redazione degli atti e le procedure sopra descritte. Tutto ciò ha determinato un danno da disservizio derivante dall’intervenuta compromissione della funzionalità dell’ufficio, costretto a distogliere una parte del personale in servizio allo scopo di effettuare tutte le attività appena descritte, salvo poi ritenere inutile tutto ciò che è stato fatto.

In seguito l’avvocato ipotizza i danni derivanti dalla concessione in comodato all’Università dei locali di viale XVIII Dicembre per fini propri dell’Università ed estranei all’Alta Diagnostica. Secondo le decisioni del Tavolo Centro Alta Diagnostica del 20 aprile 2018, quella struttura, dopo la nuova ristrutturazione e dopo l’esecuzione di nuovi lavori, che comporteranno in primo luogo il ripristino dei lavori già eseguiti anche con il contributo pubblico della Provincia di Latina, sarà concessa in semplice comodato all’Università, non già per le finalità proprie del progetto di Alta Diagnostica, ma per finalità esclusive dell’Università.

La nuova ristrutturazione, comporterà in primo luogo la demolizione delle opere eseguite in precedenza per i fini del Protocollo di Intesa 14 Aprile 2015 e del relativo Accordo di Programma, in dispregio delle risorse già impiegate; la nuova ristrutturazione comporterà un ulteriore impegno per il Comune di Latina che per la seconda volta e con proprie risorse dovrà assumere il ruolo di stazione appaltante dei nuovi lavori di ristrutturazione dei predetti locali.

Ancora i danni derivanti dalla ristrutturazione di un edificio secondo le dettagliate prescrizioni del progetto esecutivo finalizzato ad ospitare i particolari macchinari previsti dal Protocollo di intesa e dall’accordo di programma. I lavori sono stati in larga parte realizzati e per una spesa di 1.147.380 euro. E’ evidente, sempre secondo il comitato, lo spreco di risorse impiegate per realizzare  l’adeguamento dei locali destinati ad ospitare il centro di Alta Diagnostica che con la rimodulazione risulterebbero superflui ed inadeguati.

Ci sarebbero anche i danni derivanti dal costo della gestione dei macchinari e dei locali di viale XVIII Dicembre, oggi a carico della collettività e prima a carico della sola Fondazione Sanità e Ricerca.

Al Tavolo Alta diagnostica del 20 Aprile 2018 le parti hanno altresì convenuto che dopo la collocazione dei macchinari TAC Force e RM3 Tesla all’interno dell’ospedale Santa Maria Goretti, la gestione resterà a carico dell’ASL; tutto ciò, contrariamente a quanto previsto nel progetto originario in cui Fondazione per 30 anni aveva assunto l’obbligo di gestire il Centro di Alta Diagnostica, senza alcun onere per gli enti pubblici, né dell’ASL.

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