tavola rotonda cinghiali campodimele

Non interessa solo Formia. L’elevato aumento delle popolazioni di cinghiali si estende su tutti i comuni del Parco Naturale dei Monti Aurunci, compreso Campodimele. Una minaccia per il territorio, tanto da aver già provocato danni agli allevamenti, alle attività ed alle attrezzature agricole. Per questo il gruppo consiliare di opposizione “Evviva Campodimele” ha organizzato per sabato 10 novembre alle 16, presso il Palazzo della Cultura, una tavola rotonda per discutere del problema.

Saranno presenti Vincenzo Caputo, attuatore del piano emergenza cinghiali e direttore del Centro di Riferimento di Igiene Urbana Veterinaria della Regione Campania; Aniello Anastasio, professore ordinario di Ispezione degli Alimenti di Origine Animale all’Università Federico II di Napoli; Marco Delle Cese e Giorgio De Marchis, rispettivamente presidente e direttore del Parco Naturale dei Monti Aurunci; tutti i sindaci del comprensorio; Salvatore La Penna, consigliere regionale del Lazio, le associazioni venatorie e locali.

Tanti gli aspetti di questa emergenza che verranno affrontati. Come la messa in sicurezza dell’incolumità dei cittadini di Campodimele, vista la pratica acquisita dai cinghiali di invadere le strade principali in piena notte e di approssimarsi alle abitazioni in cerca di cibo. Soprattutto se sono zone periferiche o di campagna, contrassegnate da piccoli appezzamenti terrieri. L’idea di proteggerli con recinzioni elettriche ha dato in principio buoni risultati. Con il passare del tempo, però, gli animali stanno imparando a superare l’ostacolo per razziare le coltivazioni. L’utilizzo di una base in cemento e di paletti in metallo potrebbe scongiurare le incursioni. Ma ciò ha un costo che i piccoli coltivatori non possono e non trovano giusto sopportare.