giovedì 27 Gennaio 2022

Aldo Manuzio da Bassiano e l’assessore di Latina che lo pensava cispadano

Partecipo ad un dibattito tra candidati sindaci a Bassiano. Certo passare da Latina, dalle campagne di Sermoneta a Bassiano è un colpo. Come passare dal caos all’ordine e pure l’aria è fresca, qui i muri parlano nel piano bestemmiano, offendono.

Ma questo è cosa antica, è figlia della vita che cresce (nel piano) e la vita che invecchia qui su. Ma è bello, il confronto è tra Domenico Guidi, Ruggero Cacciotti e Giuseppe Mazzocchi. E’ quest’ulltimo che racconta una storia incredibile: “ho proposto all’assessore alla cultura di latina di fare un gemellaggio tra le nostre biblioteche intitolate tutte e due ad Aldo Manuzio”. Bella idea direte, manco originale, con un filo, ma il non filo è la risposta dell’assessore di Latina, Antonella Di Muro: “ma perché l’avete intitolata a Aldo Manuzio?”: La risposta di Mazzochi è orgogliosa: “perchè era di Bassiano”. L’assessore del piano si meraviglia: “pensa te, credevo fosse di Venezia”.

Non aggiungo altro, e mi godo il fresco di Bassiano, la puzza di pietra, la saggezza di chi stampava libri partendo da qui, magari con la nostalgia del Semprevisa, quando Latina non era neanche nella mente di Giove. Qui hanno inaugurato una biblioteca fatta ex novo, a Latina non sanno aprire un teatro. Sarà per Manuzio?

Il sonno della ragione genera mostri.

Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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