Alba pontina, Tripodi e Zicchieri si dichiarano estranei ai fatti: “Sono fake news”

Da sinistra Francesco Zicchieri, Claudio Durigon, Angelo Tripodi e Matteo Adinolfi

Il nome di Angelo Tripodi compare nell’ordinanza del giudice Antonella Minunni di Roma, che ha disposto la misura cautelare per 25 persone nell’ambito dell’inchiesta Alba pontina. Il capogruppo della Lega in Regione Lazio risponde duramente alle accuse mosse nei suoi confronti da una delle presunte vittime del clan Di Silvio, rivolgendosi ai giornalisti: “Siamo di fronte alla solita fake news de La Repubblica. Darò mandato ai miei avvocati di querelare il quotidiano, al quale ricordo che la responsabilità penale è personale. Chiunque divulghi questa notizia fantasiosa ne risponderà davanti ai magistrati, perché sono estraneo ai fatti e, peraltro, non sono nemmeno indagato. Questa presunta compravendita di voti non mi appartiene e non riguarda il sottoscritto. Ho sempre militato con onestà e trasparenza, come anche i miei avversari politici hanno sempre riconosciuto”.

Insieme a lui si pronuncia anche il deputato della Lega, l’onorevole Francesco Zicchieri che scrive un messaggio simile a quello di Tripodi: ”Siamo di fronte alla solita fake news e al solito linciaggio mediatico privo di verità. Premetto che si parla di miei manifesti elettorali trovato in macchina di qualcuno (utilizzate da uno degli arrestati nell’ambito dell’operazione Alba pontina, ndr). Darò mandato ai miei avvocati di querelare il quotidiano, al quale ricordo che la responsabilità penale è personale. Chiunque divulghi questa notizia fantasiosa ne risponderà davanti ai magistrati, perché sono estraneo ai fatti e, peraltro, non sono nemmeno indagato. Questa vicenda assurda non mi appartiene e non riguarda minimamente il sottoscritto. Ho sempre militato con onestà, lealtà e trasparenza, nel rispetto delle regole e delle leggi. Ho iniziato il mio impegno – continua Zicchieri – con la lotta a tutte le mafie e con onore dopo anni di militanza e di impegno nelle istituzioni posso a testa alta guardare negli occhi chiunque. Ho sempre anteposto la legalità e gli interessi dei cittadini prima di ogni cosa. Farò chiarezza nelle sedi opportune perché nessuno può permettersi di infamare la mia onorabilità e il mio impegno civico. A DIFFERENZA DI QUESTI SOGGETTI IO POSSO GUARDARE NEGLI OCCHI I MIEI FIGLI”.

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