Ai nastri di partenza le attività di scavo archeologico del primo dei due interventi sul castrum di Minturnae, finanziato con fondi ministeriali Mibact, alla presenza di Giovanna Rita Bellini, direttore dei lavori e direttore scientifico per la soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio delle province di Frosinone Latina e Rieti, e di Gerardo Stefanelli, sindaco di Minturno.

Il castrum per Minturnae è il luogo delle origini, ma anche nei secoli successivi l’area sacra della colonia civium romanorum dove si collocano il grande santuario delle acque, i templi e gli edifici pubblici ove venivano onorati, con statue e dediche poste dagli amministratori e dal popolo, i personaggi illustri di Roma e della città.

E’ stato anche il luogo in cui, come mostra la cartografia militare borbonica, sono stati effettuati i primi scavi archeologici dell’antica città, già alla fine del XVIII secolo.

Per la prima volta dopo quella prima esperienza (e una successiva realizzata negli anni ‘30 del Novecento limitatamente ad un’area marginale) si riprenderanno le attività di scavo portate avanti, questa volta, con un approccio di ricerca moderno e scientifico.

Comincerà quindi un affascinante viaggio a ritroso nel tempo: l’obiettivo è riportare in luce le varie fasi di occupazione dell’area, ricostruirne la topografia, leggere le stratificazioni, comprendere, in sostanza, la vita quotidiana che qui si svolgeva ma anche i riflessi della grande Storia, con il castrum che diventa (presumibilmente) l’arx sacra della città.

Si partirà dalla torre angolare del castrum, cui si appoggia la parete di fondo di un tempio (già interessato parzialmente dagli scavi di J. Johnson negli anni ’30 del secolo scorso) e si proseguirà lungo la direttrice del muro perimetrale oltre il quale si sviluppò ben presto la città.

I lavori, che avranno la durata di circa un anno, sono affidati all’impresa Celsi di Roma e vedranno sul campo gli archeologi Giovanni Murro, Valentino Vitale, Laura Di Siena, il restauratore Enrico Montanelli, la soc Ars per i rilievi, Fabio Autore per la comunicazione.

L’area, di proprietà comunale, sarà interessata, nel corso dei prossimi mesi, da ulteriori interventi di scavo e di valorizzazione che la porteranno a diventare un importante attrattore turistico per la città di Minturno e per l’intero Golfo di Gaeta.