giovedì 8 Dicembre 2022

Agro pontino: mito, sogno e realtà con la retrospettiva su Cambellotti a Villa Torlonia

L’arte di Duilio Cambellotti è fascino e storia, e come tale, non può lasciare indifferenti. La mostra, organizzata a Roma a Villa Torlonia negli spazi del Casino dei Principi, è capace di rievocare un mondo ancestrale fatto di elementi simbolici che traggono origine in quell’agro pontino che si staglia con la sua storia di fondazione tra la collina e il mare.

Mito, Sogno e Realtà è il titolo, più che mai esaustivo, di questa retrospettiva aperta al pubblico fino all’11 novembre. Grazie anche ai numerosi prestiti provenienti dal Museo Civico Duilio Cambellotti di Latina, essa delinea i numerosi ambiti toccati nella sua produzione dall’artista romano. E si rivela un vero e proprio bazar di preziosità: cofanetti intarsiati, bozzetti di lampadari, sciarpe dai disegni geometrici, stampe e locandine di opere teatrali, manifesti di propaganda, francobolli e mobili. Sembra di essere in una piccola Porta Portese di inizio ‘900. Questo perché Cambellotti è anche l’artista- artigiano che crede nella necessità di dare nuovamente valore e funzione sociale alle arti figurative. Nel farlo, mescola sapientemente stile liberty ed elementi del classicismo, cura del dettaglio e del particolare. Il mio interesse rimane tuttavia quello di cogliere nelle sue opere l’energia e la vitalità che le nostre città di fondazione hanno saputo sprigionare.

Cambellotti ha infatti documentato la bonifica integrale delle Paludi Pontine. Per i “guitti analfabeti” ha fondato le prime scuole per imparare a leggere e a scrivere e sono sue le prime battaglie per la riqualificazione dell’agro romano. Dipinti e sculture nascono dall’interesse per il mondo contadino e animale, dal mito della terra e dal tema sociale del lavoro. Così mi soffermo sulle opere degli anni ‘20 e ‘30: Conca dei bufali, Vannini (o Nitriti), la riproduzione della fonte della Palude, L’ulivo e Manifesto per la casa del popolo.

La bonifica, i militi grigi e Littoria è tutto ciò che di grande è ed è stata la nostra città. E’ Latina vista dall’alto: le distese spaziose e squadrate dei rigogliosi campi coltivati, il maestoso promontorio del Circeo sullo sfondo e gli uomini della bonifica in primo piano. Figure dal tratto deciso, chine e riverse sulla terra, sono allo stesso tempo forti e scattanti. Mi colpiscono i volti: non hanno lineamenti, sono talmente geometrici da diventare simbolici e universali nello sforzo di conquistare la terra.

Uscendo mi interrogo sul periodo storico e sul legame di Cambellotti con la propaganda fascista. Finisco per pensare a lui semplicemente come un profondo interprete e conoscitore del suo tempo e delle sue genti.

Ilaria Fondi
Da sempre tra Latina e Roma, inizio con la televisione Rai, SKY, La7 e continuo con la carta stampata. Per Latina Quotidiano seguo gli eventi. Mostre, cinema, mare, olio, tra le cose che preferisco.

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